In breve. Il laser endovenoso chiude la safena dall’interno con il calore di una sonda laser, rendendola non più funzionante; tecnicamente la “elimina” come l’avesse asportata. Il CHIVA invece conserva la safena facendola tornare funzionale.
Approfondimento. L’ablazione laser endovenosa (EVLA, Endovenous Laser Ablation) viene eseguita inserendo una fibra ottica nella vena safena attraverso una piccola puntura. Il calore generato dal laser danneggia termicamente la parete venosa, provocando una fibrosi che chiude il vaso, che successivamente viene riassorbito dall’organismo. È un trattamento mininvasivo, ambulatoriale e con buona accettazione dai pazienti per il rapido recupero. Tuttavia, dal punto di vista emodinamico, il laser è una tecnica ablativa: la safena chiusa non è più disponibile come “via di scarico” per le vene collaterali, e questo può aumentare la pressione nei vasi residui generando nuove varici nel tempo. Inoltre, una safena chiusa col laser non è più utilizzabile come autoinnesto per un eventuale bypass cardiaco o arterioso futuro. Il Dott. Cappelli, in coerenza con la filosofia conservativa, considera il laser endovenoso una tecnica utile in casi selezionati ma non come strategia di prima scelta: la conservazione della safena, quando tecnicamente possibile, offre risultati più stabili nel lungo termine secondo gli studi controllati.
Fonti: Cappelli M, Molino-Lova R, Pinelli M, Franceschi C. “Are saphenous sparing treatments beneficial to the hemodynamics of the venous system?” JTAVR 2023;8(1):33-37.
