In breve. I punti di fuga sono le biforcazioni venose refluenti (per incontinenza valvolare) che possono interessare anche gli assi profondi con un reflusso dal profondo. Gli shunt sono i circuiti derivati dai punti di fuga che si formano da questi passaggi patologici. Identificarli e disconnetterli è il cuore della strategia CHIVA insieme alla conservazione del tronco safenico drenante con un flusso monodirezionale, doppler rilevabile, espressione del drenaggio fisiologico.
Approfondimento. Nel 1994 il Dott. Cappelli ha pubblicato — primo al mondo — uno studio che ha dimostrato come l’emodinamica di una vena perforante refluente cambi in base alla sua posizione lungo la rete venosa malata. Questo ha portato a distinguere due categorie cruciali: la perforante terminale, che chiude in basso il circuito patologico restituendo il sangue alla circolazione profonda, e la perforante pre-terminale, che lo alimenta. La strategia CHIVA classifica i circuiti patologici in varie tipologie di shunt (tipo I, II, III, IV,V, VI) in base ai vasi coinvolti e ai punti di fuga/rientro. Ogni tipologia richiede una tattica chirurgica specifica. La precisione della cartografia preoperatoria è quindi essenziale: senza l’identificazione corretta dei punti di fuga, l’intervento perde efficacia. Il Dott. Cappelli ha approfondito questi concetti in oltre 20 pubblicazioni scientifiche sull’emodinamica delle perforanti, della giunzione safeno-femorale e safeno-poplitea, contribuendo a definire le indicazioni operative del metodo.
Fonti: Cappelli M, Ermini S, Turchi A, Bono G. “Considérations hémodynamiques sur les perforantes.” Phlébologie 1994;47(4):389-393 — Pagina sito Perché il reflusso
