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Su quali principi emodinamici si basa CHIVA?

In breve. La CHIVA si basa sulla correzione delle alterazioni del flusso venoso presenti in corso di varici senza la rimozione dei tronchi safenici Lo scopo è quello di correggere un reflusso (legato all’incontinenza valvolare) conservando una safena che continui a drenare il sangue che vi defluisce fisiologicamente attraverso le collaterali.

Approfondimento. Nel paziente sano, il sangue scorre dalla superficie alla profondità e dal basso verso l’alto, grazie alle valvole venose che impediscono il reflusso, cioè un flusso in senso inverso a quello che è l’orientamento dei piani valvolari. Quando alcune valvole della rete superficiale diventano incontinenti per l’alterazione del complesso parieto-valvolare, si forma con il tempo un reflusso, quindi un’alterazione emodinamica, che estende il danno parietale a tutto il vaso sede del reflusso. Si realizza pertanto un circuito autoamplificativo tra il reflusso e il danno parietale. Il reflusso tende ad estendersi a più compartimenti coinvolgendo anche alcune biforcazioni venose che rappresentano i cosiddetti punti di fuga. Alcuni punti di fuga possono coinvolgere anche la rete venosa profonda ralizzando un passaggio anomalo del sangue, ad alto volume, dalla rete profonda alla superficiale. Più in basso, il sangue rientra nel circolo profondo attraverso un punto di rientro (tipicamente una vena perforante) grazie all’attivazione delle pompe muscolo-venose che si attivano già con l’ortostatismo ma soprattutto con il cammino. Questo movimento continuo “alto-basso-basso-alto” — costituisce il concetto di SHUNT VENO-VENOSO, in quanto via derivativa, descritto da Franceschi che ricalca quello di “circolazione privata” già immaginato da Glauco Bassi negli anni 60. Lo shunt veno-venoso intrappola pertanto una quota di sangue che gira su sé stessa, aumentando la pressione nella vena e dilatandola, oltrechè a contribuire al suo deterioramento parietale. La strategia CHIVA, attraverso una cartografia emodinamica eseguita con ecocolordoppler, identifica esattamente i punti di fuga e i punti di rientro e progetta una serie di legature mirate che interrompono i vari circoli viziosi, quindi i vari sovraccarichi pressori e volumetrici nei vari compartimenti interessati dal reflusso. Risultato: la pressione cala, le vene varicose si riducono progressivamente di calibro e la safena, drenata correttamente, può tornare ad assumere una funzione regolare. Con regressione della gran parte delle sue alterazioni parietali

Fonti: Pagina sito Perché il reflusso — Franceschi C, Cappelli M, et al. Int Angiol 2016;35(1):8-30.

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