In breve. Per due motivi principali: (1) la safena, anche se refluente, è il miglior materiale biologico per un eventuale bypass coronarico o arterioso futuro; (2) conservarla riduce le recidive delle varici nel lungo termine, perché mantiene una via di drenaggio ordinata per la rete venosa superficiale.
Approfondimento. La vena safena, anche quando le sue valvole non funzionano (incontinenza valvolare), conserva una struttura di parete relativamente integra e di calibro abbastanza regolare. Questa caratteristica la rende il vaso di prima scelta per i bypass arteriosi degli arti inferiori e utilizzabile anche per i bypass cardiochirurgici. È tale la sua qualità biologica che esiste in Francia un’azienda che acquista le safene rimosse durante gli interventi di stripping, le tratta industrialmente e le rivende come materiale protesico. Eliminare la safena di un paziente quarantenne o cinquantenne significa, potenzialmente, privarlo di una “ruota di scorta” preziosa in caso di infarto miocardico o patologia arteriosa periferica futura. Il secondo motivo è emodinamico: la safena, anche refluente, rappresenta la via principale di scarico per le vene collaterali che vi confluiscono. Asportandola (stripping) o chiudendola (laser, radiofrequenza, scleroterapia sui tronchi), si crea un ostacolo allo svuotamento di questi vasi. L’incremento della pressione in questi vasi, svilupperà una collateralità che fa parte dei compensi macrocircolatori, riducendone nettamente la riserva funzionale ed esponendo così il sistema alle recidive. Recidive che presenteranno una distribuzione anarchica, non essendo più operativo il collettore safenico, principale via di drenaggio; la cui funzione è anche quella di dare un ordine topografico ad eventuali evoluzioni della malattia varicosa. Per il Dott. Cappelli, la regola è chiara: “più un paziente è predisposto alla malattia varicosa, più bisogna essere conservativi”.
Fonti: Pagina sito Perché scegliere la chirurgia conservativa CHIVA — Cappelli M, et al. “Perché conservare le safene.” Atti XI° congresso SIFCS, Torino 1994.
