In breve. La CHIVA si differenzia perché non elimina la vena safena, ma la conserva correggendone il flusso. Le altre tecniche (stripping, laser endovenoso, radiofrequenza, scleroterapia tronculare) sono tutte “ablative”: eliminano fisicamente o funzionalmente la vena malata. È l’unica metodica conservativa con validazione scientifica completa.
Approfondimento. Le terapie interventistiche della malattia venosa cronica da reflusso si dividono in due grandi famiglie.
Le terapie ablative mirano a eliminare la vena malata: lo stripping la asporta meccanicamente, il laser endovenoso e la radiofrequenza la chiudono con il calore, la scleroterapia con schiuma o meno la chiude chimicamente. Le terapie conservative, invece, mantengono la vena nel paziente, modificando solo il suo regime di flusso. Il CHIVA è il rappresentante più completo di questa famiglia, perché non si limita a “risparmiare” il tronco safenico ma lo riporta a una funzione drenante corretta attraverso disconnessioni mirate dei punti di fuga patologici. Esiste anche l’ASVAL (asportazione delle collaterali sottocutanee), che è conservativo ma non sempre emodinamico, quindi esposto ad una incidenza maggiore di recidive. La differenza pratica per il paziente è duplice: minor trauma chirurgico nell’immediato e conservazione di una risorsa biologica (la safena può essere usata come autoinnesto per un bypass coronarico o arterioso futuro) sul lungo periodo. [Vedi anche la FAQ 2.17 sul perché conservare la safena.]
TERAPIE INTERVENTISTICHE
1) Trattamento ablativo chirurgico (rimozione del vaso refluente) (stripping safenico associato o meno a flebectomie)
2) Trattamenti obliterativi endovascolari (chiusura di un vaso tramite l’introduzione intravasale di uno strumentario o tramite l’iniezione di sostanze di vario tipo)
a. Termici (chiudono il vaso tramite l’evoluzione una lesione termica di parete, lesione indotta tramite lo sviluppo di calore (Laser endovenoso, radiofrequenza, vapore, micro-onde)
b. Non termici (chiudono il vaso tramite l’evoluzione una lesione di parete non indotta con il calore) (Colla, Scleroterapia (terapia iniettiva con liquidi o con mousse, ecoguidata o meno)
3) Trattamenti obliterativi extravasali (non entrando dentro il vaso, agiscono dall’esterno con sonde appoggiate alla cute) Ultrasuoni focalizzati ad alta frequenza (HIFU). Attualmente in fase di valutazione.
4) Trattamenti di chirurgia conservativa del tronco safenico (CHIVA, ASVAL, flebectomie e sclerosi selettive)
Fonti: Pagina sito Il Metodo CHIVA — Cappelli M, et al. Ann Vasc Surg 2000;14:376-384.
