In breve. Il metodo CHIVA è una tecnica chirurgica per curare le vene varicose senza rimuovere la vena safena. Si basa sull’analisi precisa dell’emodinamica venosa di quel paziente (la “cartografia emodinamica”) e su piccole legature mirate che ripristinano il corretto deflusso del sangue. È un intervento ambulatoriale in anestesia locale.
Approfondimento. Il CHIVA è una strategia chirurgica conservativa e emodinamica: conservativa perché non asporta la vena safena (a differenza dello stripping, del laser endovenoso e della radiofrequenza, che la eliminano), emodinamica perché modifica le dinamiche del flusso venoso grazie ad un atto chirurgico. L’intervento, eseguito ambulatorialmente in anestesia locale con poche piccole incisioni mirate, consiste nella deconnessione di alcune confluenze venose (tra cui i cosiddetti “punti di fuga”) in modo da interrompere le circolazioni patologiche, conservando un sistema safenico drenante, quindi con un flusso essenzialmente unidirezionale, doppler rilevabile.
Si riduce così la pressione venosa conservando un drenaggio, permettendo così la progressiva regressione della gran parte delle alterazioni parietali. Il presupposto fondamentale è uno studio cartografico- emodinamico pre-operatorio dettagliato eseguito con ecocolordoppler, perché ogni paziente ha “le sue varici” e l’intervento non è standardizzabile. La validità del metodo è stata dimostrata da 3 trial clinici randomizzati e da 2 metanalisi di cui una review della Cochrane Library (2013, aggiornata 2015).
Fonti: Franceschi C, Cappelli M, et al. “CHIVA: hemodynamic concept, strategy and results.” Int Angiol 2016;35(1):8-30. — Pagina sito Metodo CHIVA
