In breve. Il metodo CHIVA è stato ideato e presentato nel 1988 dal Dott. Claude Franceschi, angiologo francese dell’Hôpital Saint-Joseph di Parigi, considerato il padre dell’emodinamica venosa moderna. È stato il primo a sviluppare una manualistica di diagnostica Doppler già negli anni Settanta.
Approfondimento. Claude Franceschi ha rivoluzionato la flebologia introducendo un nuovo modo di interpretare l’insufficienza venosa, fondato sui principi della fisica dei fluidi applicati al sistema venoso. Anziché vedere le vene varicose come un problema “anatomico” da risolvere asportando il vaso malato, ha proposto di leggerle come un’alterazione emodinamica — un disordine del flusso sanguigno — da correggere con interventi mirati. Il Dott. Massimo Cappelli ha frequentato il centro di Franceschi a Parigi dal 1988, anno del primo congresso CHIVA, contribuendo personalmente allo sviluppo del metodo in Italia. La collaborazione scientifica tra i due è proseguita per oltre 35 anni e perdura tutt’ora. Sono co-autori di pubblicazioni internazionali di riferimento, inclusa “CHIVA: hemodynamic concept, strategy and results” pubblicata su International Angiology nel 2016. Franceschi ha personalmente riconosciuto il contributo del Dott. Cappelli definendolo “uno dei principali pionieri della ricerca e dei progressi nella conoscenza della fisiopatologia venosa emodinamica” (testimonianza scritta presente sulla pagina del dottore).
Fonti: Endorsement scritto di Claude Franceschi — disponibile su studioflebologicocappelli.it/dott-massimo-cappelli/
