In breve. Sì, ampiamente. Il CHIVA è incluso nelle linee guida internazionali ed è praticata in numerosi paesi europei, in Sud America e — in misura crescente — anche in altri continenti, specialmente in Cina. Il Consensus UIP 2016 lo cita tra le opzioni terapeutiche validate.
Approfondimento. Il riconoscimento internazionale del CHIVA è cresciuto progressivamente dal 1988, anno del primo congresso, fino a oggi. Il metodo è praticato in oltre 30 paesi, con scuole consolidate in Francia (paese d’origine), Italia (dove il Dott. Cappelli è tra i pionieri), Spagna, Germania, Belgio, Argentina, Brasile, Cile. In Italia esiste una comunità di flebologi specializzati in CHIVA (Studi Cappelli, Ermini, Delfrate, e altri) che mantiene un costante scambio scientifico attraverso il portale Vasculab e i congressi nazionali e internazionali. Il documento di Consensus della Union Internationale de Phlébologie del 2016, sottoscritto dai massimi esperti mondiali in flebologia, include il CHIVA tra le opzioni terapeutiche validate per l’insufficienza venosa cronica. Lo stesso documento è co-firmato dal Dott. Massimo Cappelli, riconoscimento del suo contributo specifico al consenso internazionale. Nel 2009, il Dott. Cappelli ha tenuto su invito un corso teorico-pratico di emodinamica e strategia CHIVA presso l’American College of Phlebology, contribuendo alla diffusione del metodo in Nord America.
Fonti: Lee BB, et al. UIP Consensus 2016. Int Angiol 2016;35(3):236-352.
