In breve. No, durante la gravidanza si rimanda ogni intervento elettivo sulle vene. Le varici della gravidanza spesso migliorano spontaneamente nei mesi successivi al parto; eventuali interventi vengono valutati dopo il puerperio e l’allattamento (in genere 6 mesi dopo).
Approfondimento. La gravidanza è una controindicazione relativa al CHIVA per due ragioni principali. Prima: ogni intervento elettivo (non urgente) sulle vene è sconsigliato in gravidanza per non esporre la madre e il feto a rischi anestesiologici o di stress chirurgico non necessari. Seconda: la gravidanza stessa è una causa transitoria di insufficienza venosa, dovuta all’aumento dei livelli ormonali (che rilassano la parete venosa) e alla compressione meccanica dell’utero gravido sulle vene pelviche. Una quota significativa delle varici comparse in gravidanza si attenua spontaneamente nei mesi successivi al parto, man mano che il sistema venoso recupera le sue condizioni fisiologiche. Per questo è prudente attendere almeno 6 mesi dopo il parto o dopo l’allattamento prima di valutare un eventuale intervento, in modo da operare solo le varici che non sono regredite. Durante la gravidanza, la gestione delle varici è conservativa: calze elastiche di classe adeguata, gambe sollevate a riposo, attività fisica leggera (camminata, nuoto), evitare di stare a lungo in piedi o seduti immobili. Lo Studio Flebologico Cappelli può seguire le pazienti gravide con visite periodiche di monitoraggio e applicare particolari compressioni, in caso di dolore, evitando l’utilizzo della calza elastica.
