In breve. Le vene varicose derivano dalla combinazione di predisposizione genetica (parete venosa fragile, valvole più deboli) e fattori ambientali: stazione eretta prolungata, gravidanze, sovrappeso, sedentarietà, calore, ormoni. La causa diretta è l’incompetenza valvolare che genera reflusso e dilatazione cronica delle vene.
Approfondimento. La malattia varicosa è multifattoriale: nessun singolo elemento la “causa”, ma più fattori concorrono a determinarla. Il fattore di base è una predisposizione costituzionale, spesso familiare: si nasce con una parete venosa più o meno elastica e con valvole più o meno robuste. Questo elemento ereditario non si modifica: è la cosiddetta “carta di credito biologica” del paziente, che si esprime variamente nel corso della vita. Su questo terreno predisposto agiscono diversi fattori ambientali e ormonali: la stazione eretta prolungata (la legge di gravità mette in pressione la rete venosa degli arti inferiori; lavori che richiedono molte ore in piedi — commessi, parrucchieri, insegnanti, chirurghi — peggiorano la situazione); le gravidanze (l’aumento del volume circolante, la compressione dell’utero gravidico sulle vene pelviche, l’azione miorilassante del progesterone sulla parete venosa); il sovrappeso (aumenta la pressione addominale e venosa); la sedentarietà (la pompa muscolare del polpaccio, fondamentale per il ritorno venoso, non viene attivata); il calore (sole, saune, bagni caldi dilatano le vene); l’uso di ormoni (contraccettivi orali, terapie ormonali sostitutive). Il Dott. Cappelli sottolinea che la predisposizione è il fattore decisivo: due persone con stile di vita identico possono avere esiti molto diversi a seconda della loro costituzione venosa, e — proprio per questo — “più sei predisposto, più devi essere conservativo nelle scelte terapeutiche”.
Fonti: Pagina sito Perché si formano le varici — Trascrizione Chiaccherata “Cosa è una varice”
