In breve. Sì, le recidive sono possibili dopo qualsiasi tecnica. Il loro tasso dipende da: tecnica utilizzata, qualità dell’esecuzione, predisposizione genetica del paziente, stile di vita. Le tecniche conservative emodinamiche (CHIVA) hanno il tasso di recidiva più basso a lungo termine (~18% a 5 anni), seguite da laser e radiofrequenza; lo stripping ha i tassi più alti (~35%).
Approfondimento. La domanda sulle recidive è centrale e va affrontata con rigore. Bisogna distinguere innanzitutto tra recidiva vera (ricomparsa di varici nella stessa sede dell’intervento, per fallimento tecnico o per ricostituzione di shunt patologici) ed evoluzione naturale della malattia (comparsa di nuove varici in altri distretti, perché la predisposizione genetica resta inalterata). Solo la prima è imputabile all’intervento; la seconda è espressione della malattia di base. Tassi di recidiva per tecnica (a 5 anni, dati dalla letteratura): CHIVA ~18% (Carandina 2008, EJVES, follow-up randomizzato); laser endovenoso 5-15% (variabile per generazione di laser e operatore); radiofrequenza 24% (analogo al laser); scleroterapia ecoguidata con schiuma sui tronchi 30-50% (alta tendenza alla ricanalizzazione, ma se ripetuta come trattamento iterativo i risultati migliorano); stripping ~35% (con neovascolarizzazioni inguinali frequenti). La Cochrane Library (review 2013, aggiornata 2015) ha confermato la superiorità del CHIVA in termini di recidive rispetto allo stripping. Il Dott. Cappelli ha pubblicato studi specifici sulle recidive: in particolare, le sue pubblicazioni recenti (2024-2025 su Veins and Lymphatics e altre riviste) analizzano i fattori che influenzano l’evoluzione degli shunt CHIVA e descrivono modifiche tecniche per ridurre il rischio di recidive inguinali, in particolare per gli shunt di tipo III. Strategia chiave per ridurre le recidive: cartografia preoperatoria accurata, personalizzazione tecnica di alcuni punti chiave, follow-up periodico per intercettare e trattare precocemente nuove varici, e — su tutto — atteggiamento conservativo: più si conserva il sistema venoso, più stabile è il risultato nel tempo.
Fonti: Carandina S, et al. EJVES 2008;35(2):230-7 — Cochrane Database Syst Rev 2013 + 2015 update — Cappelli M, et al. “Factors affecting the evolution of type III shunts.” Veins and Lymphatics 2024;13:13043 — Cappelli M, et al. studi sulle recidive inguinali 2024-2025
