In breve. Le vene varicose non sono pericolose nella maggior parte dei casi, ma sono una malattia evolutiva che può portare nel tempo a complicanze: gonfiore cronico, dermatite, eczema varicoso, pigmentazione cutanea, flebite superficiale, trombosi venosa profonda, sanguinamento da varice rotta e, nei casi più avanzati, ulcera venosa.
Approfondimento. Le vene varicose primitive vanno considerate per quello che sono: una Malattia venosa cronica da reflusso della rete venosa superficiale che, lasciata a sé, tende a progredire. Nella maggior parte dei pazienti la progressione è lenta e graduale, ma in una minoranza significativa può portare a complicanze rilevanti. La complicanza più temibile è l’ulcera venosa, una lesione cutanea cronica alla parte distale della gamba che può richiedere mesi di terapia per guarire e che ha alta tendenza alla recidiva se non si correggono i meccanismi emodinamici sottostanti. Altre complicanze includono: la trombosi venosa superficiale (flebite, con vena dolorosa, calda e indurita); la trombosi venosa profonda (più rara come complicanza diretta delle varici, ma il rischio è leggermente aumentato); il sanguinamento spontaneo o post-traumatico da una varice prominente (raro ma possibile, soprattutto negli anziani); le alterazioni cutanee progressive (dermatite, eczema, pigmentazione marrone, lipodermatosclerosi). Lo stadio CEAP della classificazione internazionale segue proprio questa progressione: C0 = nessun segno visibile; C1 = teleangectasie/reticolari; C2 = varici tronculari; C3 = edema; C4 = alterazioni cutanee; C5 = ulcera guarita; C6 = ulcera attiva. Un controllo specialistico tempestivo permette di intervenire prima delle complicanze.
Fonti: Pagina sito Terapia delle Ulcere Venose — Classificazione CEAP — Linee guida ESVS 2022
