In breve. Sì, in larga misura. La predisposizione alla malattia varicosa ha una forte componente ereditaria: chi ha entrambi i genitori con varici ha una probabilità molto alta di svilupparle nel corso della vita. Non si eredita “la varice”, ma una parete venosa e un sistema valvolare più fragili.
Approfondimento. Gli studi epidemiologici hanno mostrato che la familiarità è uno dei fattori di rischio più forti per la malattia venosa cronica. Se entrambi i genitori hanno vene varicose, la probabilità che il figlio ne sviluppi è stimata intorno al 90%; se solo uno dei due genitori è interessato, la probabilità scende al 25-50%; se nessuno dei genitori è affetto, la probabilità per il figlio è intorno al 20%, comunque non trascurabile. La trasmissione non riguarda però la varice in sé, bensì alcune caratteristiche strutturali del tessuto connettivo: una parete venosa più sottile, una componente elastica più ridotta, un sistema valvolare meno robusto, una maggiore tendenza alla dilatazione. Su questa base ereditaria si innestano i fattori ambientali (gravidanze, lavoro, stile di vita) che modulano l’espressione clinica. La conoscenza della familiarità è importante perché orienta le scelte preventive: chi ha familiarità positiva può iniziare prima a usare calze elastiche profilattiche in situazioni a rischio, a fare attività fisica regolare, a mantenere un peso adeguato, a controllare la propria circolazione con visite specialistiche periodiche. La predisposizione resta inalterata anche dopo l’intervento: per questo la strategia conservativa è particolarmente importante nei soggetti molto predisposti, perché l’asportazione delle vene non risolve la causa profonda.
Fonti: Pagina sito Perché si formano le varici — Cornu-Thénard A, et al. “Importance of the familial factor in varicose disease.” J Dermatol Surg Oncol 1994
