In breve. Sì, le recidive sono frequenti se non si correggono i meccanismi emodinamici sottostanti. Senza intervento sui reflussi venosi, le ulcere recidivano nel 30-70% dei casi entro 1-3 anni. Con un intervento mirato (es. CHIVA) il tasso di recidiva scende drasticamente (9% a 3 anni nello studio Zamboni 2003).
Approfondimento. Le recidive delle ulcere venose sono il problema più frequente e frustrante per pazienti e medici. Una volta guarita, l’ulcera tende a riformarsi nella stessa sede o in zone limitrofe perché: la cute è cronicamente compromessa da anni di stasi venosa e sviluppa una ridotta capacità riparativa; il meccanismo emodinamico che ha generato la prima ulcera è ancora attivo se non corretto; un piccolo trauma, un’infezione, una mancata aderenza alla terapia compressiva possono innescare la riapertura. I tassi di recidiva variano in base al tipo di gestione successiva: con la sola compressione di mantenimento (calze elastiche) le recidive sono del 30-70% a 1-3 anni; con il trattamento dei reflussi sottostanti (CHIVA, scleroterapia ecoguidata, laser endovenoso etc.) il tasso scende drasticamente. Strategie per ridurre le recidive: mantenere la compressione elastica a vita (calze di classe II terapeutiche, indossate quotidianamente durante la stazione eretta); seguire controlli periodici dal flebologo (in genere ogni 6 mesi-1 anno) per intercettare eventuali nuove varici o disfunzioni; trattare tempestivamente qualsiasi piccola lesione cutanea della gamba prima che si cronicizzi; valutare l’intervento di correzione emodinamica anche dopo guarigione dell’ulcera, se non è già stato fatto, perché previene la maggior parte delle recidive future. Per il Dott. Cappelli, la stabilità del risultato è il vero obiettivo terapeutico: non basta guarire l’ulcera, bisogna creare le condizioni perché non si riformi.
Fonti: Pagina sito Terapia delle Ulcere Venose — Zamboni P, et al. EJVES 2003 — Linee guida ESVS 2022
