In breve. I trattamenti per le vene varicose intese in senso lato, quindi coinvolgendo anche il reflusso safenico, oggi al 2026 si possono dividere in 5 categorie:
- Trattamento ablativo chirurgico (rimozione del vaso refluente) (stripping safenico associato o meno a flebectomie)
- Trattamenti obliterativi endovascolari (chiusura di un vaso tramite l’introduzione intravasale di uno strumentario o tramite l’iniezione di sostanze di vario tipo)
- Termici (chiudono il vaso tramite l’evoluzione una lesione termica di parete, lesione indotta tramite lo sviluppo di calore (Laser endovenoso, radiofrequenza, vapore, micro-onde)
- Non termici (chiudono il vaso tramite l’evoluzione una lesione di parete non indotta con il calore) (Colla, Scleroterapia (terapia iniettiva con liquidi o con mousse, ecoguidata o meno)
- Trattamenti obliterativi extravasali (non entrando dentro il vaso, agiscono dall’esterno con sonde appoggiate alla cute) Ultrasuoni focalizzati ad alta frequenza (HIFU). Attualmente in fase di valutazione.
- Trattamenti di chirurgia conservativa del tronco safenico (CHIVA, ASVAL, flebectomie selettive)
- Terapie mediche/compressive (calze elastiche, flebotonici, stile di vita).
La scelta dipende dallo stadio della malattia, dall’estensione del reflusso e dal singolo paziente.
Approfondimento. Il Dott. Cappelli, nelle Chiaccherate Flebologiche, organizza le opzioni terapeutiche in 2 grandi gruppi.
Il primo è quello delle terapie ablativo/obliterative del quadro varicoso inteso in senso lato, quindi comprendente anche il reflusso safenico. Esso è costituito essenzialmente: Dalla chirurgia ablativa, che rimuove la vena refluente: rappresentata dallo stripping classico (asportazione della safena) e dalle flebectomie per quello che concerne le varici, quindi le collaterali tortuose. Dalla laserterapia endovenosa (EVLA, chiude la safena con il calore di una sonda laser inserita nel vaso).
Dalla radiofrequenza (analogamente al laser, chiude la vena con energia elettromagnetica).
Dalla scleroterapia ecoguidata o meno, con liquidi o mousse (chiude la vena chimicamente). Può essere eseguita sia sui tronchi safenici che sulle collaterali varicose fino alle vene reticolari e teleangectasie.
Il secondo gruppo è rappresentato dalle terapie finalizzate alla conservazione del tronco safenico quali: La chirurgia conservativa finalizzata al mantenimento del patrimonio venoso correggendone il flusso: comprende la STRATEGIA CHIVA (deconnessioni emodinamiche mirate dopo cartografia), l’ASVAL (asportazione selettiva delle sole collaterali superficiali) e le flebectomie secondo Müller di varici collaterali isolate.
Abbiamo infine la terapia conservativa medica/compressiva: calze elastiche graduate, flebotonici farmacologici (diosmina, esperidina, rutina), modificazioni dello stile di vita.
Le diverse opzioni non sono in alternativa rigida tra loro: spesso si combinano in un percorso terapeutico personalizzato (cartografia → intervento mirato di base → scleroterapia di rifinitura → calze + stile di vita per il mantenimento).
Fonti: Pagina sito Le Terapie delle Varici — Trascrizione Chiaccherata “Le Terapie delle Varici”
