In breve. La classificazione CEAP (Clinica, Eziologica, Anatomica, Patofisiologica) descrive gli stadi della malattia venosa cronica da C0 (nessun segno visibile) a C6 (ulcera attiva). Gli stadi C1-C2 sono iniziali (capillari, varici); C3 indica gonfiore; C4-C6 sono complicanze cutanee e ulcerative.
Approfondimento. Il sistema CEAP, sviluppato nel 1994 e aggiornato più volte (versioni 2004 e 2020), è il riferimento internazionale per classificare la malattia venosa cronica. Si articola in quattro dimensioni: C (Clinica): l’aspetto visibile; E (Eziologica): la causa (primitiva, secondaria, congenita); A (Anatomica): i vasi coinvolti (superficiali, profondi, perforanti); P (Patofisiologica): il meccanismo (reflusso, ostruzione, entrambi). Per il paziente, la dimensione più immediata è la C, che descrive sette stadi progressivi: C0 = nessun segno né palpabile né visibile (pazienti con soli sintomi: C0s); C1 = teleangectasie (capillari) o vene reticolari; C2 = vene varicose tronculari (≥ 3 mm di diametro); C3 = edema (gonfiore); C4 = alterazioni cutanee da malattia venosa cronica (C4a: pigmentazione/eczema; C4b: lipodermatosclerosi/atrofia bianca); C5 = ulcera guarita; C6 = ulcera attiva. Per ogni stadio si aggiunge s (sintomatico) o a (asintomatico). La classificazione orienta la prognosi e la terapia: per gli stadi C1-C2 si valutano interventi mirati elettivi; dal C3 in poi è importante intervenire per prevenire l’evoluzione verso le complicanze; gli stadi C4-C6 richiedono un approccio integrato (correzione emodinamica + medicazioni + compressione).
Fonti: Lurie F, et al. “The 2020 update of the CEAP classification system.” J Vasc Surg Venous Lymphat Disord — Eklöf B, et al. “Revision of the CEAP classification.” J Vasc Surg 2004
