In breve. Il sovrappeso non è una causa diretta, ma è un fattore aggravante: aumenta la pressione addominale, ostacola il ritorno venoso dagli arti inferiori e peggiora le varici già presenti. La perdita di peso può ridurre i sintomi ma non far sparire le varici già formate.
Approfondimento. Il legame tra obesità e malattia venosa è ben documentato. L’aumento ponderale ha più meccanismi di azione sul circolo venoso: aumenta la pressione intra-addominale comprimendo le vene cave e iliache, ostacolando il ritorno del sangue dagli arti inferiori; aumenta il volume circolante complessivo; favorisce la sedentarietà e quindi una minore attivazione della pompa muscolare del polpaccio; si associa frequentemente a disturbi metabolici (diabete, ipertensione, dislipidemia) che peggiorano la salute vascolare complessiva. Nelle persone sovrappeso le vene varicose tendono a manifestarsi prima e a essere più sintomatiche (gonfiore, gambe pesanti, crampi notturni). Tuttavia il sovrappeso non “crea” le varici di per sé: agisce sempre su una predisposizione costituzionale. Per questo si vedono persone normopeso con varici importanti e persone in sovrappeso senza varici significative. Da tenere presente che il grasso viscerale aumenta il livello infiammatorio di tutto l’organismo e quindi anche e soprattutto delle strutture affette da patologia, come ad esempio le strutture vascolari,
La perdita di peso ha effetti documentati sulla riduzione dei sintomi (meno gonfiore, meno pesantezza, miglior compenso emodinamico) e sulla riduzione del rischio di complicanze (ulcere, dermatiti, trombosi), ma non fa scomparire le varici già formate, che restano una alterazione strutturale stabilita. È quindi parte integrante della gestione complessiva ma non sostituisce le terapie specifiche.
Fonti: Linee guida UIP — Vlajinac H, et al. “Risk factors for chronic venous disease.” Phlebology 2012
