In breve.
Dipende dalle seguente variabili:
1) Dal quadro clinico presentato dalla paziente
2) Se presenta nella storia personale e/o familiare episodi flebitici superficiali o profondi
3) Dalle esigenze estetiche
4) Dopo quanto vuole avere la prima gravidanza o quella successiva
5) Se in una eventuale precedente gravidanza sono comparse varici di origine pelvica o quadri flebitici
6) Dal quadro cartografico, che ci permette di valutare se poter trattare quel pazienti solo con gesti chirurgici periferici sulle varici, senza coinvolgere la giunzione safeno-femorale, che potrà essere trattata successivamente dopo la gravidanza.
Valutando l’insieme di queste variabili verrà presa la decisione se operare prima o dopo.
Approfondimento. La domanda è frequente nelle donne giovani con vene varicose che programmano gravidanze, e merita una valutazione individualizzata. Operarsi prima della gravidanza può essere strategico se: le varici sono importanti e già sintomatiche oppure sono già presenti segni di insufficienza venosa cronica; la paziente progetta gravidanze a breve termine (entro 1-3 anni); VEDI VARIABILI SOVRAESPOSTE. Importante: l’intervento (CHIVA, scleroterapia, laser) non protegge dalla comparsa di nuove varici in gravidanza (la predisposizione resta, gli ormoni gestazionali agiranno comunque), ma elimina le varici esistenti e migliora la situazione di partenza. Si raccomanda di lasciare almeno 3-6 mesi tra l’intervento e il concepimento, perché il sistema venoso completi il suo riassetto post-operatorio. Operarsi dopo le gravidanze è la scelta più comune quando: le varici sono lievi e ben tollerate; le gravidanze sono in fase di pianificazione non immediata; la paziente preferisce non sottoporsi a procedure mediche prima della gestazione. In questo caso si gestisce con strategie conservative durante la gravidanza (calze, attività fisica, gambe sollevate), si rivaluta a 3-6 mesi dal parto e si decide il percorso terapeutico in base al quadro residuo. Operarsi tra una gravidanza e l’altra: scelta valida quando passa tempo significativo tra le gravidanze (es. 3-5 anni) e i sintomi sono importanti; permette di affrontare la gravidanza successiva in condizioni migliori, ma richiede una pianificazione attenta dei tempi. La decisione va presa in consulto specialistico, valutando: gravità del quadro venoso attuale; sintomatologia; piani riproduttivi della paziente; età; stato emodinamico all’ecocolordoppler.
Fonti: Pagina sito Lo Studio Flebologico — Linee guida UIP
