In breve. Per i capillari delle gambe la scleroterapia è generalmente la prima scelta, perché più efficace, più mirata e con risultati più stabili. Il laser dermatologico transcutaneo funziona bene per i capillari del viso e per i più piccoli refrattari delle gambe. Spesso le due tecniche si combinano in un percorso terapeutico integrato.
Approfondimento. La domanda è quasi sempre posta dai pazienti che hanno sentito parlare di “laser senza aghi” come opzione esteticamente più gradevole della scleroterapia. La realtà clinica è più articolata. Sulle gambe, la scleroterapia con aghi sottilissimi è il “gold standard” per più ragioni: agisce direttamente nel vaso da trattare (precisione massima); ha alta efficacia anche su capillari medi e su quelli alimentati da vene reticolari; il rischio di iperpigmentazioni, se la sclerosi è ben condotta, utilizzando lo sclerosante adatto per quel paziente, è molto basso. Il laser dermatologico transcutaneo sulle gambe ha indicazioni più ristrette: capillari molto piccoli e superficiali, capillari resistenti alla scleroterapia (per posizione o per minuscola dimensione), zone in cui l’ago è difficile da posizionare. Nei pazienti con paura degli aghi può essere proposto come alternativa, accettando però risultati inferiori. Sul viso, invece, il laser è la prima scelta: i capillari del sono infatti più piccoli e più superficiali, quindi rispondenti ottimamente al trattamento laser, dipende comunque dal tipo di cute (vedi fototipi di FITZPATRICK) Per questo il Dott. Cappelli sintetizza: “il laser dalla cintura in su funziona bene, dalla cintura in giù è più limitato”.
PRINCIPIO DI BASE
Il trattamento scleroterapico delle teleangectasie prevede una fase diagnostica integrata: sia di tipo clinico, per la valutazione del tessuto (temperatura, dolorabilità, lassità, tensioni fasciali etc.) che strumentale, per l’analisi delle dinamiche di flusso della rete superficiale sede delle teleangectasie; in particolare la ricerca di reflussi correlati con l’area da trattare. Per tale motivo viene utilizzato uno studio ecocolordoppler con sonde ad alta frequenza dedicate, integrato con l’analisi dei complessi reticolo-venulari con le varie tecniche di transilluminazione. In tal modo, avendo un quadro complessivo, possimo decidere i punti di inizio del trattamento e le sostanze sclerosanti adatte, nonché le loro percentuali, ed eventuali trattamenti complementari da associare tipo la carbossiterapia
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Fonti: Pagina sito Scleroterapia e Laserterapia — Trascrizione Chiaccherata “Laser per Capillari”
