In breve. Una dieta che favorisce la salute venosa è ricca di fibre (frutta, verdura, cereali integrali), flavonoidi (agrumi, frutti rossi, tè verde, cioccolato fondente), vitamina C (kiwi, agrumi, peperoni, broccoli) e omega-3 (pesce azzurro, noci, semi di lino), povera di sale, idratante (1,5-2 litri di acqua al giorno) e priva di alcol e cibi ultraprocessati.
Approfondimento. L’alimentazione ha un ruolo di supporto nella gestione della malattia venosa, agendo su più meccanismi: prevenzione del sovrappeso (fattore di rischio), riduzione dell’infiammazione vasale, miglioramento del tono della parete venosa, prevenzione della stitichezza (lo sforzo defecatorio aumenta la pressione venosa addominale). Alimenti da favorire: fibra (verdura, frutta, legumi, cereali integrali: 25-30 g al giorno, favoriscono il transito intestinale e prevengono la stipsi); flavonoidi naturali (agrumi, mirtilli, ribes, lamponi, tè verde, cacao amaro: hanno effetto venotonico documentato — la diosmina, l’esperidina, la rutina sono flavonoidi commercializzati come integratori); vitamina C (rinforza la sintesi del collagene parietale: agrumi, kiwi, peperoni, broccoli, fragole); vitamina E (effetto antiossidante: noci, mandorle, semi, olio extravergine d’oliva); omega-3 (azione antinfiammatoria: pesce azzurro, salmone, sgombro, noci, semi di lino, chia); bromelina (proprietà antinfiammatorie naturali: ananas fresco). Alimenti da limitare: sale in eccesso (favorisce ritenzione idrica e gonfiore: max 5 g al giorno secondo OMS); zuccheri raffinati e cibi ultraprocessati (favoriscono infiammazione, aumento ponderale); alcol (vasodilatatore, peggiora il gonfiore e i sintomi); caffeina in eccesso (più di 3-4 caffè al giorno). Idratazione: bere 1,5-2 litri di acqua al giorno mantiene la corretta viscosità del sangue e favorisce il drenaggio. Per le persone in sovrappeso, la perdita di peso è il singolo intervento più importante: ogni 5-10 kg in meno riducono significativamente la pressione venosa addominale e i sintomi. La dieta mediterranea è universalmente raccomandata in flebologia come modello alimentare di riferimento.
Fonti: Linee guida UIP — Letteratura scientifica su flavonoidi e malattia venosa
