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Cosa fare in caso di sospetta trombosi?

In breve. In caso di sospetta trombosi venosa profonda (gonfiore monolaterale acuto del polpaccio o della gamba, con dolore, calore, eventualmente rossore) andare immediatamente al pronto soccorso o consultare con urgenza un medico. È necessario un ecocolordoppler venoso urgente per confermare la diagnosi e iniziare la terapia anticoagulante.

Approfondimento. La trombosi venosa profonda (TVP) è un’urgenza medica che non va sottovalutata, perché può complicarsi con embolia polmonare, condizione potenzialmente letale. I sintomi classici di sospetta TVP includono: gonfiore monolaterale dell’arto inferiore (di solito un solo lato è coinvolto, in netto contrasto con l’altro arto); dolore profondo al polpaccio o alla coscia, peggiora alla deambulazione; rossore o cianosi cutanea; calore locale; tensione e aumento di consistenza del polpaccio (test di Homans positivo: dolore al polpaccio durante flessione dorsale del piede, sebbene non specifico); talvolta febbre lieve. Sospetta embolia polmonare (TVP che ha già embolizzato): dolore toracico improvviso, dispnea, tachicardia, talvolta tosse con tracce di sangue, sincope. Cosa fare in caso di sospetto: non massaggiare o sfregare la gamba sospetta (rischio di mobilizzare il trombo); evitare la deambulazione (rischio di embolizzazione, anche se dopo conferma diagnostica e inizio terapia anticoagulante la mobilizzazione è raccomandata); non assumere anticoagulanti o aspirine “preventivi” da soli senza diagnosi confermata; andare al pronto soccorso o chiamare il medico curante con priorità. In pronto soccorso si esegue: anamnesi e valutazione clinica; D-dimero (esame ematico, valore aumentato nelle trombosi attive); ecocolordoppler venoso urgente (esame di scelta per confermare TVP); angio-TC in caso di sospetta embolia polmonare. Confermata la diagnosi, si inizia subito terapia anticoagulante (in genere eparina a basso peso molecolare per i primi giorni, poi anticoagulanti orali per 3-6 mesi o più in base alla causa). Pazienti a rischio dovrebbero conoscere i sintomi: post-operatori recenti (specialmente ortopedici), neoplasie attive, immobilizzazione prolungata, gravidanza e post-partum, contraccettivi e terapia ormonale, viaggi lunghi recenti, trombofilie ereditarie, precedenti TVP. La prevenzione in questi gruppi prevede mobilizzazione precoce, calze elastiche, eventuale profilassi farmacologica.

Fonti: Linee guida ESVS 2022 sulla malattia tromboembolica venosa — Documenti SISET

Fondamentale, una volta chiarita la diagnosi, eseguire un bendaggio rigido, prescrivere una terapia anticoagulante adatta e far camminare il paziente

Il bendaggio rigido, nella gestione della fase acuta della TVP, è fondamentale nel controllo dell’infiammazione e quindi del dolore, nonché nell’adesione del trombo alla parete e nell’attivazione della fibrinolisi che porta alla lisi del trombo.

La cosa paradossale è che non viene segnalato nelle linee guida, in quanto non standardizzabile, dipendendo dall’abilità dell’operatore nel confezionarlo. Si parla, nelle linee guida, in senso generale di calza elastica. Ecco perché la flebologia ha ancora un grosso aspetto artigianale tramandato di generazione in generazione, se uno ha avuto la fortuna di imparare dai vecchi flebologi, specialmente quelli d’oltralpe.

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