In breve. Le donne sono colpite dalle vene varicose 2-3 volte più degli uomini principalmente per due motivi: l’azione ormonale (estrogeni e progesterone rilassano la parete venosa) e le gravidanze, che aumentano il volume circolante e comprimono le vene pelviche. Anche la maggior longevità femminile contribuisce alla maggiore prevalenza.
Approfondimento. La differenza di prevalenza tra i sessi è ben documentata in tutti gli studi epidemiologici: la malattia venosa cronica colpisce circa il 50-55% delle donne adulte contro il 15-25% degli uomini. Le cause sono molteplici. Sul piano ormonale, gli estrogeni e soprattutto il progesterone hanno un effetto miorilassante sulla muscolatura liscia della parete venosa, riducendone il tono e favorendo la dilatazione. Questo spiega perché molte donne notano un peggioramento dei sintomi nei giorni precedenti il ciclo, in gravidanza e con l’assunzione di contraccettivi orali o terapie ormonali sostitutive in menopausa. Le gravidanze sono un fattore di rischio significativo: durante la gestazione il volume di sangue circolante aumenta di circa il 40-50%, l’utero gravidico comprime le vene pelviche ostacolando il ritorno venoso degli arti inferiori, gli ormoni gestazionali peggiorano la lassità delle pareti vasali. Molte donne sviluppano vene varicose proprio durante la prima gravidanza; ad ogni gravidanza successiva il rischio aumenta. Sul piano costituzionale, le donne hanno mediamente una parete venosa con minor componente muscolare e maggiore componente elastica rispetto agli uomini, e questo le rende più vulnerabili alle sollecitazioni pressorie. Infine, la maggior longevità media femminile espone le donne più a lungo agli effetti cumulativi della stazione eretta e dei fattori di rischio nel corso della vita.
Fonti: Pagina sito Cosa è una varice — Studio Edimburgo (Edinburgh Vein Study) — Studio Bonn
