In breve. La trombosi venosa superficiale (TVS) o flebite superficiale colpisce le vene sovrafasciali, intendendo la fascia profonda. (in genere vene varicose della safena o dei suoi rami): è dolorosa ma in genere meno pericolosa. La trombosi venosa profonda (TVP) colpisce le vene profonde della gamba (femorale, poplitea, tibiali): è una condizione grave, può causare embolia polmonare ed è un’urgenza medica.
Approfondimento. La distinzione tra trombosi venosa superficiale e profonda è cruciale per gravità, gestione e prognosi. La trombosi venosa superficiale (TVS), popolarmente “flebite”, colpisce le vene del sistema venoso superficiale, in genere su vene varicose preesistenti (grande safena, piccola safena, rami collaterali). Si manifesta con: dolore localizzato lungo il decorso di una vena; arrossamento cutaneo soprastante; calore locale; indurimento palpabile della vena (si percepisce come un “cordone” duro); raramente febbre lieve. È in genere meno pericolosa della TVP: il rischio di embolia polmonare diretta è basso, ma esiste il rischio di estensione al sistema venoso profondo nel 22% circa).o embolizzare direttamente, specialmente quando la TVS interessa le giunzioni safeno-femorale e safeno-poplitea, nonchè le perforanti
La gestione prevede: compressione elastica, antinfiammatori topici e sistemici (FANS), eventualmente anticoagulanti (eparina a basso peso molecolare per 2-4 settimane) per TVS estese o vicine alle giunzioni safeniche. Una estensione della trombosi safenica e meno di 2-3 cm dalla giunzione prevede un trattamento come se fosse una trombosi venosa profonda. Fondamentale è una valutazione flebologica per identificare e trattare la causa varicosa sottostante.
La trombosi venosa profonda (TVP) colpisce invece le vene profonde della gamba (vena femorale, vena poplitea, vene tibiali posteriori, vene del polpaccio) o di altre sedi (vene iliache, cava inferiore). Si manifesta con: gonfiore monolaterale dell’arto (di solito uno solo, in netto contrasto con l’altro); dolore profondo al polpaccio o alla coscia; arrossamento o cianosi cutanea; sensazione di calore e tensione; aumento di volume e consistenza del polpaccio; talvolta febbre. È una condizione grave perché il trombo può embolizzare (staccarsi dalla vena e migrare al polmone) causando embolia polmonare, potenzialmente fatale. La gestione è in regime di urgenza ospedaliera con ecocolordoppler venoso urgente e terapia anticoagulante (eparine a basso peso molecolare seguite da anticoagulanti orali, per durata variabile in base alla causa). Mai sottovalutare un gonfiore monolaterale acuto del polpaccio: necessita di valutazione medica nelle stesse ore.
Il gonfiore, cioè l’edema dell’arto, subentra quando la trombosi impegna le confluenze dei vasi principali: Poplitea, asse Iliaco-femorale. Una trombosi profonda distale, isolata dei vasi di gamba o delle vene muscolari, non comporta la formazione di un gonfiore, anche se è presente tensione e dolore spontaneo o alla palpazione.
Fonti: Linee guida ESVS 2022 sulla malattia tromboembolica venosa — Documenti SISET
