In breve. Sì, i crampi notturni ai polpacci sono frequentemente legati all’insufficienza venosa, anche se popolarmente vengono attribuiti alla carenza di magnesio. La stasi venosa altera l’equilibrio idro-elettrolitico locale e l’ossigenazione del muscolo, favorendo contrazioni dolorose involontarie.
Approfondimento. I crampi notturni ai polpacci sono un sintomo molto comune, spesso sottovalutato o trattato impropriamente con integratori di magnesio. In realtà, in una quota significativa di pazienti, il crampo notturno può essere espressione di insufficienza venosa cronica. Il meccanismo è il seguente: durante il giorno, quindi durante la stazione eretta, l’incremento della pressione venosa si associa ad un ristagno venoso con accumulo nei tessuti, anche a livello muscolare, di un carico di metaboliti acidi e di sostanze pro-infiammatorie i, abbassando cosi la soglia di eccitabilità delle fibre muscolari e nervose. La contrazione spontanea che ne deriva è il crampo: doloroso, improvviso, tipicamente al polpaccio, spesso bilaterale o ricorrente sullo stesso lato. I crampi venosi rispondono bene alla terapia compressiva (calze elastiche) e al trattamento delle varici sottostanti; possono migliorare con l’uso di flebotonici (diosmina, esperidina, rutina) e con un’adeguata idratazione e attività fisica regolare. Esistono naturalmente anche altre cause di crampi notturni: carenze elettrolitiche reali (magnesio, potassio, calcio), disturbi neurologici, effetti di farmaci (diuretici, statine), patologie metaboliche. Per questo i crampi notturni ricorrenti meritano una valutazione clinica completa: il flebologo è un buon primo riferimento se sono associati a gambe pesanti, gonfiore o vene varicose visibili.
Fonti: Linee guida UIP — Allen RE, Kirby KA. “Nocturnal leg cramps.” Am Fam Physician 2012
