In breve. La scleroterapia consiste nell’iniettare nelle vene varicose una sostanza sclerosante che provoca una reazione infiammatoria controllata, chiudendo la vena per fibrosi. È usata principalmente per capillari, varici reticolari, ma anche collaterali e tronchi safenici. È ambulatoriale, non richiede anestesia ed è in genere ben tollerata.
Approfondimento. La scleroterapia è una delle terapie più antiche e collaudate della flebologia, in uso da oltre un secolo. Il principio è semplice: si inietta nella vena, con un ago sottile, una piccola quantità di un farmaco sclerosante (in Italia i più utilizzati sono il polidocanolo e il sodio tetradecil solfato) che danneggia in modo controllato l’endotelio della vena, provocando una reazione infiammatoria che porta alla fibrosi del vaso. Il sangue, non potendo più passare, viene deviato sulle vene sane circostanti, e la vena trattata viene riassorbita dall’organismo nel corso di settimane. La scleroterapia si distingue in scleroterapia liquida, usata prevalentemente per teleangectasie e piccole varici reticolari con sclerosanti molto diluiti iniettati con aghi sottili, e scleroterapia con schiuma (foam), usata per varici di maggiore calibro: si miscela il farmaco liquido con aria o O2/CO2 producendo una schiuma stabile, più efficace perché sposta il sangue residuo e tappezza meglio la parete del vaso aumentanto il tempo di contatto con essa. (vedi FAQ 1.36).
Il Dott. Cappelli, in oltre 30 anni di pratica, ha sviluppato una tecnica personale di scleroterapia che lui stesso definisce “a crescendo rossiniano” si parte con concentrazioni e quantità basse, valutando la risposta del singolo paziente, e si aumenta progressivamente nelle sedute successive. Questo approccio personalizzato riduce il rischio di effetti collaterali (come l’iperpigmentazione post-sclerosi o il “matting” — la formazione di nuovi capillari fini reattivi).
Fonti: Pagina sito La Scleroterapia — Pagina sito Scleroterapia e Laserterapia — Trascrizione Chiaccherata “Scleroterapia”
