In breve. Il laser endovenoso (EVLA, Endovenous Laser Ablation) è una tecnica mininvasiva che chiude la vena safena dall’interno mediante il calore di una sonda laser inserita nel vaso. È ambulatoriale, in anestesia tumescente, e ha un recupero rapido. Come lo stripping, è una tecnica ablativa: elimina la safena dal circolo.
Approfondimento. Il laser endovenoso si è diffuso a partire dai primi anni 2000 come alternativa mininvasiva allo stripping. La procedura si svolge in ambulatorio o sala chirurgica in anestesia tumescente (un’anestesia locale diluita iniettata lungo il decorso della safena, sotto guida ecografica): si introduce una fibra ottica laser nella vena safena attraverso una piccola puntura (in genere al ginocchio o alla coscia); si attiva il laser e si retrae lentamente la fibra mentre l’energia luminosa si trasforma in calore, danneggiando la parete venosa e provocandone la chiusura per fibrosi termica. La vena chiusa viene poi riassorbita dall’organismo nel corso di mesi. Vantaggi: nessuna incisione chirurgica (solo la puntura della fibra), anestesia locale tumescente (no anestesia spinale o generale), recupero rapido (ripresa delle attività ordinarie in 1-3 giorni), minor dolore post-operatorio rispetto allo stripping, tassi di chiusura immediata della safena molto alti (95-98%). Svantaggi: come lo stripping, è una tecnica ablativa — la safena viene neutralizzata e non sarà più disponibile come autoinnesto futuro; possibili ematomi tumescenti lungo il decorso del trattamento; possibili complicanze tardive (raramente trombosi delle vene profonde, lesioni nervose dei nervi adiacenti); tassi di recidiva non trascurabili:
- riapertura della vena nel 5-10% dei casi a 5 anni
- comparsa di nuove varici senza punto di fuga, legate al mancato drenaggio safenico.
- ma soprattutto le “recidive da moncone”. Tutte le tecniche endovascolari, non potendo agire a raso degli sbocchi safenici nei vasi profondi per rischio di danno a quest’ultimi, lasciano lo sbocco aperto, realizzando così un moncone, che in un elevato numero di casi (25% a 5 anni) può essere fonte di recidive di vario tipo, specialmente dalla safena anteriore. Il Dott. Cappelli considera la conservazione della safena secondo la strategia CHIVA la prima scelta nei pazienti con reflusso safenico.
Fonti: Trascrizione Chiaccherata “Terapia Laser” — Pagina sito La Terapia Laser — Cappelli M, et al. JTAVR 2023;8(1):33-37
