In breve. La flebologia è la branca della medicina che studia le malattie delle vene, in particolare degli arti inferiori. Comprende diagnostica strumentale (ecocolordoppler), terapie mediche (calze, farmaci, integratori), terapie iniettive (scleroterapia), terapie endovasali (laser, radiofrequenza) e chirurgia conservativa (CHIVA, ASVAL).
Approfondimento. La flebologia nasce come disciplina autonoma nel XX secolo, sviluppandosi nei paesi europei (in particolare Francia, Germania, Italia) come specializzazione dedicata alla patologia venosa. Si occupa di un ampio spettro di condizioni: dalle teleangectasie (capillari visibili) di interesse principalmente estetico, alle vene varicose, all’insufficienza venosa cronica nelle sue varie classi CEAP (da C0 a C6), fino alle ulcere venose, alle flebiti e alle trombosi venose. Comprende anche la patologia linfatica (linfedema) e tutta la patologia venosa pelvica). Sul piano operativo, il flebologo moderno è un professionista versatile che integra strumentario diagnostico (ecocolordoppler), competenze terapeutiche conservative (farmacologia, compressione, sclerosanti, laser) e chirurgia mininvasiva ambulatoriale. La flebologia clinica si distingue dalla flebologia estetica per la centralità della patologia funzionale e della prevenzione delle complicanze, anche se le due dimensioni si intersecano nella pratica quotidiana.
Fonti: Pagina sito Lo Studio Flebologico — Trascrizione Chiaccherata “La figura del Flebologo”
