In breve. Durante la gravidanza si verifica una combinazione di fattori che favorisce la comparsa di vene varicose: aumento del volume circolante (+40-50%), compressione dell’utero gravidico sulle vene pelviche, azione ormonale (progesterone rilassa la parete venosa), aumento ponderale. Molte varici comparse in gravidanza migliorano dopo il parto, ma non sempre regrediscono completamente.
Approfondimento. La gravidanza è uno dei principali fattori di rischio per la malattia venosa nelle donne: dal 20 al 40% delle gravide sviluppa vene varicose, con percentuali in aumento ad ogni gravidanza successiva. Il meccanismo è multifattoriale. Volume circolante: aumenta progressivamente del 40-50% per garantire l’apporto al feto, sovraccaricando il sistema venoso. Compressione meccanica: l’utero gravidico, crescendo, comprime le vene iliache e la vena cava inferiore (in particolare in decubito supino), ostacolando il ritorno venoso dagli arti inferiori. La compressione è maggiore sul lato destro per la posizione anatomica della cava. Azione ormonale: il progesterone, prodotto in grande quantità in gravidanza, rilassa la muscolatura liscia (incluso quella della parete venosa) per favorire il rilascio dell’utero; effetto collaterale: rilassa anche le pareti delle vene degli arti inferiori, favorendone la dilatazione. Gli estrogeni aumentano la permeabilità capillare, condizionando anche uno stato ipercoagulativo. Aumento ponderale fisiologico (8-12 kg in gravidanza normale) aggiunge un ulteriore fattore di pressione venosa. Modifiche posturali: l’iperlordosi lombare e i cambiamenti del baricentro modificano l’assetto delle vene pelviche. Le varici comparse in gravidanza si manifestano in genere dal secondo trimestre, peggiorano nel terzo trimestre, e tipicamente migliorano nelle settimane-mesi successivi al parto: nel 70-80% dei casi si attenuano significativamente, in alcune donne scompaiono del tutto. Tuttavia non sempre la regressione è completa, specialmente in donne con predisposizione costituzionale o dopo gravidanze ripetute. È raccomandata una valutazione flebologica a 3-6 mesi dal parto, in assenza di allattamento, e a circa 1 mese dalla fine di esso. La valutazione flebologica serve per inquadrare la situazione e decidere un eventuale percorso terapeutico.
Fonti: Pagina sito Cosa è una varice — Linee guida UIP — Letteratura specifica su flebologia in gravidanza
