In breve. I capillari sulle gambe non sono pericolosi in sé: non causano trombosi, embolie o altre complicanze gravi. Tuttavia possono essere spia di una malattia venosa cronica da reflusso che merita valutazione. Per questo prima di trattarli solo esteticamente è opportuno escludere reflussi sottostanti con un ecocolordoppler e con la transilluminazione.
Approfondimento. Le teleangectasie isolate, sulla pelle ben circolata, in assenza di varici, gonfiore, sintomi e con ecocolordoppler venoso normale, sono un problema principalmente estetico. Non causano dolore (solo raramente piccoli bruciori o sensibilità locale), non si rompono spontaneamente (a meno di traumi importanti), non si trombizzano. Trattarle è una scelta personale legata all’impatto estetico e psicologico. Quando però le teleangectasie si associano ad altri segni — varici reticolari prominenti, varici tronculari, gonfiore vespertino, gambe pesanti, dolore, prurito — il quadro cambia e i capillari diventano un segno di insufficienza venosa, specialmente se collocati in regione perimalleolare (corona teleangectasica). In tal caso diventa prevalente il quadro clinico della insufficienza venosa che va indagata e curata nella sua interezza. Trattare solo i capillari di superficie senza correggere un eventuale reflusso safenico significa: vedere recidive immediate (i capillari trattati ritornano perché continuano a essere alimentati); accelerare la progressione della malattia di base; sprecare denaro e tempo. Per questo il Dott. Cappelli inizia sempre con un ecocolordoppler venoso prima di programmare qualsiasi trattamento estetico delle teleangectasie. Una situazione particolare: le teleangectasie a volte, anche se raramente, possono essere il primo segno prodromico di una malattia venosa che si manifesterà negli anni successivi; in pazienti giovani con familiarità positiva, anche le sole teleangectasie meritano sorveglianza periodica per intercettare precocemente l’evoluzione.
Fonti: Pagina sito Cosa è una varice — Linee guida UIP
