In breve.No, le calze elastiche non “curano” le vene varicose: sono uno strumento di gestione e supporto che riduce i sintomi, rallenta la progressione, previene complicanze. Non eliminano le varici già formate, ma sono spesso una componente essenziale del percorso terapeutico (specialmente combinate con intervento e altre terapie).
Approfondimento. La domanda è importante perché molti pazienti, ascoltando affermazioni semplificate, si aspettano che indossando le calze le varici spariscano: non è così. Le calze elastiche sono uno strumento di compressione esterna che agisce finché vengono indossate: riducono il calibro delle vene varicose,; migliorano il ritorno venoso e linfatico; riducono il gonfiore e i sintomi (gambe pesanti, dolore, crampi); rallentano la progressione della malattia venosa cronica; prevengono complicanze (dermatiti, ulcere, flebiti). Tuttavia non eliminano le varici già formate: una volta tolte le calze, la situazione torna al punto di partenza (anche se il gonfiore residuo migliora con l’uso costante). Sono quindi una terapia di mantenimento indispensabile, non una terapia “curativa” nel senso di risolutiva. La cura delle varici già strutturate richiede interventi mirati: chirurgia conservativa (CHIVA), chirurgia ablativa (stripping, laser, radiofrequenza) o scleroterapia ecoguidata. La terapia compressiva resta importante: prima dell’intervento (per ridurre l’edema e migliorare le condizioni della gamba); subito dopo l’intervento (per accelerare il recupero e ridurre complicanze); a lungo termine, in pazienti predisposti, come mantenimento del risultato e prevenzione di nuove varici. Come spiega il Dott. Cappelli, la calza elastica fa parte del quarto gruppo delle terapie (“terapia compressiva”), accanto alle terapie chirurgiche ablative, conservative e farmacologiche: ogni gruppo ha il suo ruolo, nessuno sostituisce gli altri.
Fonti: Trascrizione Chiaccherata “Le Terapie delle Varici” — Linee guida UIP — Pagina sito Le Terapie delle Varici
