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Risposte alle domande generali su flebologia, vene varicose, insufficienza venosa, capillari, ulcere venose, calze elastiche, diagnostica e trattamenti.

Chi cura le vene: specialisti e prima visita

  • Che differenza c’è tra flebologo, angiologo e chirurgo vascolare?
    Il flebologo è lo specialista delle malattie delle vene; l'angiologo si occupa di tutte le malattie dei vasi (arterie, vene, linfatici) sul piano medico; il chirurgo vascolare opera sui vasi sanguigni, soprattutto le arterie. Per le vene varicose il riferimento naturale è il flebologo, perché unisce competenza diagnostica, terapeutica e chirurgica sul circolo venoso. Leggi la risposta completa →
  • Chi cura le vene varicose? Che specialista devo cercare?
    Il riferimento principale per le vene varicose è il flebologo, lo specialista del sistema venoso. In alternativa ci si può rivolgere a un angiologo o a un chirurgo vascolare con esperienza specifica in patologia venosa. Per le vene varicose è importante scegliere chi pratica di base studi cartografici ultrasonografici. per ottimizzare la scelta terapeutica in quel paziente. Leggi la risposta completa →
  • Cos’è la flebologia? Di cosa si occupa?
    La flebologia è la branca della medicina che studia le malattie delle vene, in particolare degli arti inferiori. Comprende diagnostica strumentale (ecocolordoppler), terapie mediche (calze, farmaci, integratori), terapie iniettive (scleroterapia), terapie endovasali (laser, radiofrequenza) e chirurgia conservativa (CHIVA, ASVAL). Leggi la risposta completa →
  • Quando devo prenotare una visita flebologica?
    Consigliato prenotare una visita flebologica quando compaiono vene visibili sulle gambe (capillari, reticolari, varici), gambe pesanti o gonfie a fine giornata, crampi notturni, prurito sulle gambe, macchie marroni o ulcerazioni. È utile anche un controllo preventivo in caso di familiarità per varici o gravidanza. Leggi la risposta completa →
  • Come si svolge una visita flebologica? Quanto dura? Cosa porto?
    Una visita flebologica completa dura 30-45 minuti e comprende anamnesi, esame obiettivo in posizione eretta e distesa (con luce adeguata), ecocolordoppler venoso dinamico e, quando necessario, una cartografia emodinamica delle vene varicose. Portare eventuali esami precedenti, lista dei farmaci e calze comode. Leggi la risposta completa →

Vene varicose: cosa sono, perché vengono

  • Cosa sono le vene varicose?
    Le vene varicose sono vene del sistema venoso superficiale che si presentano dilatate, tortuose e con valvole non più efficienti. Si formano quando il sangue, anziché risalire correttamente verso il cuore, ristagna o riflusce verso il basso, aumentando la pressione sulla parete venosa che si deforma. Leggi la risposta completa →
  • Cos’è una varice?
    Una varice è una vena del sistema superficiale dilatata, allungata e tortuosa, con valvole non più funzionanti. Il termine deriva dal latino varix (dilatazione). Le varici degli arti inferiori sono la manifestazione più frequente della malattia venosa cronica. Leggi la risposta completa →
  • Perché vengono le vene varicose? Quali sono le cause?
    Le vene varicose derivano dalla combinazione di predisposizione genetica (parete venosa fragile, valvole più deboli) e fattori ambientali: stazione eretta prolungata, gravidanze, sovrappeso, sedentarietà, calore, ormoni. La causa diretta è l'incompetenza valvolare che genera reflusso e dilatazione cronica delle vene. Leggi la risposta completa →
  • Le vene varicose sono ereditarie?
    Sì, in larga misura. La predisposizione alla malattia varicosa ha una forte componente ereditaria: chi ha entrambi i genitori con varici ha una probabilità molto alta di svilupparle nel corso della vita. Non si eredita "la varice", ma una parete venosa e un sistema valvolare più fragili. Leggi la risposta completa →
  • Perché le donne sono più colpite dalle vene varicose?
    Le donne sono colpite dalle vene varicose 2-3 volte più degli uomini principalmente per due motivi: l'azione ormonale (estrogeni e progesterone rilassano la parete venosa) e le gravidanze, che aumentano il volume circolante e comprimono le vene pelviche. Anche la maggior longevità femminile contribuisce alla maggiore prevalenza. Leggi la risposta completa →
  • Il sovrappeso causa vene varicose?
    Il sovrappeso non è una causa diretta, ma è un fattore aggravante: aumenta la pressione addominale, ostacola il ritorno venoso dagli arti inferiori e peggiora le varici già presenti. La perdita di peso può ridurre i sintomi ma non far sparire le varici già formate. Leggi la risposta completa →
  • Lavorare in piedi tutto il giorno fa venire le varici?
    Sì se esiste una predisposizione. La stazione eretta prolungata è uno dei principali fattori di rischio modificabili per le vene varicose. Lavori come commesso, parrucchiere, insegnante, cassiere, chirurgo, infermiere espongono per molte ore al giorno al carico gravitazionale sulla rete venosa, favorendo l'evoluzione della malattia in chi è predisposto. Leggi la risposta completa →
  • Le vene varicose sono pericolose?
    Le vene varicose non sono pericolose nella maggior parte dei casi, ma sono una malattia evolutiva che può portare nel tempo a complicanze: gonfiore cronico, dermatite, eczema varicoso, pigmentazione cutanea, flebite superficiale, trombosi venosa profonda, sanguinamento da varice rotta e, nei casi più avanzati, ulcera venosa. Leggi la risposta completa →
  • Le vene varicose possono sparire da sole o “rientrare”?
    Le varici già formate non rientrano spontaneamente. La struttura della vena dilatata è alterata in modo permanente. Tuttavia, riducendo i fattori che generano la pressione anomala (con calze elastiche, perdita di peso, attività fisica, o un intervento mirato come il CHIVA che corregge il flusso), il calibro della vena può ridursi progressivamente. Leggi la risposta completa →

Sintomi delle vene varicose

  • Quali sono i sintomi delle vene varicose?
    I sintomi tipici sono: gambe pesanti e stanche (specialmente la sera), gonfiore alle caviglie, dolore sordo lungo le vene, crampi notturni ai polpacci, prurito localizzato, formicolio, sensazione di calore alle gambe. Nei casi avanzati compaiono pigmentazione marrone, dermatite e ulcere. Leggi la risposta completa →
  • Le gambe pesanti e il gonfiore sono sintomi di vene varicose?
    Sì, gambe pesanti e gonfiore alle caviglie sono tra i sintomi più tipici dell'insufficienza venosa, anche in assenza di varici visibili. Sono spesso il primo segnale di malattia venosa cronica e meritano una valutazione flebologica per identificarne la causa con l'ecocolordoppler. Leggi la risposta completa →
  • I crampi notturni alle gambe c’entrano con le vene varicose?
    Sì, i crampi notturni ai polpacci sono frequentemente legati all'insufficienza venosa, anche se popolarmente vengono attribuiti alla carenza di magnesio. La stasi venosa altera l'equilibrio idro-elettrolitico locale e l'ossigenazione del muscolo, favorendo contrazioni dolorose involontarie. Leggi la risposta completa →
  • Perché ho prurito sulle gambe vicino alle vene?
    Il prurito lungo le vene varicose è un sintomo tipico della dermatite varicosa (eczema varicoso), una reazione infiammatoria della pelle causata dalla stasi venosa cronica. È un segnale importante: indica che la pelle sta soffrendo per l'insufficienza venosa e va valutato per prevenire l'evoluzione verso ulcere. Leggi la risposta completa →
  • Cosa sono le macchie marroni sulle gambe?
    Le macchie marroni alle caviglie e nella parte distale delle gambe sono iperpigmentazioni da stasi venosa: depositi di emosiderina (un pigmento contenente ferro) liberato da globuli rossi fuoriusciti dai capillari per la pressione venosa cronicamente elevata. Una grossa componente della pigmentazione è sostenuta dalla Melanina (prodotta dai melanociti, cellule dello strato basale dell’epidermide) la cui produzione è stimolata dall’infiammazione cronica associata alla stasi venosa. Sono un segno di malattia venosa avanzata (CEAP C4). Leggi la risposta completa →
  • Quando devo preoccuparmi di vene visibili sulle gambe?
    È bene valutare con uno specialista la comparsa di vene visibili sulle gambe quando: si associano a sintomi (gambe pesanti, gonfiore, crampi), aumentano nel tempo, sono accompagnate da pigmentazione cutanea, eczema o piccole ferite. Una vena che diventa dolente, dura e rossa o un sanguinamento spontaneo richiedono valutazione urgente. Leggi la risposta completa →

Insufficienza venosa cronica e classificazione

  • Cos’è l’insufficienza venosa cronica?
    L'insufficienza venosa cronica (IVC) è le conseguenze di una stasi periferica legata essenzialmente a due fattori: una condizione in cui il sangue venoso degli arti inferiori non risale efficacemente verso il cuore, a causa di valvole venose incontinenti o di ostruzioni del circolo profondo. Si manifesta con gambe pesanti, gonfiore, varici, alterazioni cutanee e, nei casi avanzati, ulcere. Leggi la risposta completa →
  • Quali sono gli stadi delle vene varicose? Cos’è la classificazione CEAP?
    La classificazione CEAP (Clinica, Eziologica, Anatomica, Patofisiologica) descrive gli stadi della malattia venosa cronica da C0 (nessun segno visibile) a C6 (ulcera attiva). Gli stadi C1-C2 sono iniziali (capillari, varici); C3 indica gonfiore; C4-C6 sono complicanze cutanee e ulcerative. Leggi la risposta completa →
  • Cos’è il reflusso venoso?
    Il reflusso venoso è il movimento anomalo del sangue dalle vene profonde verso le superficiali, o dall'alto verso il basso, causato da valvole incontinenti. È il meccanismo emodinamico alla base della formazione delle varici e della malattia venosa cronica da reflusso. Leggi la risposta completa →
  • Capillari, varici reticolari e vene varicose: che differenza c’è?
    Le tre forme si distinguono per calibro e sede: i capillari (teleangectasie) sono vene molto sottili (< 1 mm), intradermiche, di colorito rosso-violaceo; le varici reticolari sono vene blu-violacee di calibro 1-3 mm, appena sotto la pelle; le vene varicose (tronculari) sono dilatazioni di calibro > 3 mm dei tronchi safenici e dei loro grandi rami. Leggi la risposta completa →

Diagnostica strumentale

  • Cos’è l’ecocolordoppler venoso degli arti inferiori?
    L'ecocolordoppler venoso è un esame ecografico che valuta in tempo reale il flusso del sangue nelle vene degli arti inferiori. Permette di identificare reflussi venosi superficiali e/o profondi, ostruzioni, trombi, e di mappare il sistema venoso superficiale e profondo. È l'esame di riferimento per la diagnosi della malattia venosa. Leggi la risposta completa →
  • Come si fa un ecocolordoppler? Fa male? Quanto dura?
    L'ecocolordoppler venoso si esegue in piedi, sdraiati ed eventualmente seduti con le gambe fuori dal lettino, applicando un gel sulla pelle e facendo scorrere una sonda ecografica lungo le gambe. È completamente indolore, non richiede preparazione né digiuno e dura mediamente 20-45 minuti per entrambi gli arti. Leggi la risposta completa →
  • Dove fare l’ecocolordoppler a Firenze?
    A Firenze l'ecocolordoppler venoso può essere eseguito in strutture pubbliche (ospedali, ambulatori SSN con prescrizione), in centri privati convenzionati, in studi specialistici privati. Lo Studio Flebologico Cappelli in Via F. Datini 46 esegue ecocolordoppler venoso e cartografia emodinamica pre-trattamento, indipendentemente dalla scelta fatta. Leggi la risposta completa →
  • Che differenza c’è tra ecocolordoppler standard e mappaggio emodinamico?
    L'ecocolordoppler standard valuta in modo essenziale la pervietà delle vene e la presenza/assenza di reflusso. La cartografia emodinamica dinamica è un'analisi molto più approfondita che mappa ogni punto di fuga, punto di rientro e shunt: è lo strumento indispensabile per pianificare qualunque tipo di trattamento in particolare un intervento CHIVA. Leggi la risposta completa →

Trattamenti delle vene varicose: panoramica e confronto

  • Quali sono i trattamenti per le vene varicose?
    I trattamenti per le vene varicose intese in senso lato, quindi coinvolgendo anche il reflusso safenico, oggi al 2026 si possono dividere in 5 categorie: Leggi la risposta completa →
  • Si possono curare le vene varicose senza intervento?
    Le varici già formate non scompaiono senza intervento mirato (chirurgia o scleroterapia), ma possono essere gestite e mantenute stabili con strategie conservative: calze elastiche graduate, flebotonici, attività fisica regolare, controllo del peso, igiene posturale. Questo approccio è utile soprattutto nelle forme iniziali o nei pazienti non operabili. Leggi la risposta completa →
  • Quando bisogna operare le vene varicose? Quando si può aspettare?
    Si valuta l'intervento quando esistono: sintomi rilevanti non controllati dalla terapia conservativa, complicanze (flebiti, ulcere, dermatiti, sanguinamenti), progressione documentata della malattia, richiesta estetica in pazienti motivati con reflussi confermati. Si può aspettare in caso di varici asintomatiche, lievi e stabili. Leggi la risposta completa →
  • Cos’è la scleroterapia? Come funziona?
    La scleroterapia consiste nell'iniettare nelle vene varicose una sostanza sclerosante che provoca una reazione infiammatoria controllata, chiudendo la vena per fibrosi. È usata principalmente per capillari, varici reticolari, ma anche collaterali e tronchi safenici. È ambulatoriale, non richiede anestesia ed è in genere ben tollerata. Leggi la risposta completa →
  • Cos’è la scleromousse (foam) e quando si usa?
    La scleromousse (o "foam") è una scleroterapia in cui il farmaco sclerosante, sempre un detergente, viene trasformato in schiuma mescolandolo con aria o anidride carbonica. La schiuma è più efficace della soluzione liquida perché tende a spostare il sangue dalla vena e tappezza meglio la parete: è usata preferibilmente per varici di calibro maggiore e per i tronchi safenici. Leggi la risposta completa →
  • Cos’è lo stripping della safena?
    Lo stripping è una tecnica chirurgica classica che consiste nell'asportare meccanicamente la vena safena introducendo uno strumento (lo stripper) all'inguine e tirandola fuori dalla caviglia o dal ginocchio. È una tecnica ablativa, usata da decenni, ma oggi superata dalle metodiche conservative ed endovasali per gli svantaggi emodinamici e di recidiva. Leggi la risposta completa →
  • Cos’è il laser endovenoso (EVLA) per le vene varicose?
    Il laser endovenoso (EVLA, Endovenous Laser Ablation) è una tecnica mininvasiva che chiude la vena safena dall'interno mediante il calore di una sonda laser inserita nel vaso. È ambulatoriale, in anestesia tumescente, e ha un recupero rapido. Come lo stripping, è una tecnica ablativa: elimina la safena dal circolo. Leggi la risposta completa →
  • Cos’è la radiofrequenza per le vene?
    La radiofrequenza endovenosa (RFA) è una tecnica simile al laser endovenoso: una sonda inserita nella vena safena la chiude dall'interno con il calore generato da onde elettromagnetiche. È ambulatoriale, in anestesia tumescente, e come il laser è una tecnica ablativa (elimina la safena dal circolo). Leggi la risposta completa →
  • Meglio laser o scleroterapia?
    Entrambe possono trattare tutti i vasi, ma le indicazioni sono diverse in base all’impegno o meno del tronco safenico e del suo calibro. Per quello che concerne le varici, la scelta dipende: dalla loro distribuzione, dal calibro, dalla tortuosità delle varici e dalla loro profondità Spesso le due tecniche si integrano in vario modo e con combinazioni diverse. Leggi la risposta completa →
  • Differenza tra CHIVA, stripping, laser e scleroterapia: tabella comparativa
    Le quattro metodiche si differenziano per una scelta di base: tra un trattamento conservativo: la CHIVA e una serie di trattamenti ablativi/obliterativi quali stripping chirurgico, laser endovenoso, scleroterapia tronculare: (conservativa vs ablativa). Le varie metodiche si differenziano anche per altri aspetti che prenderemo in esame. Leggi la risposta completa →
  • L’intervento alle vene varicose lascia cicatrici?
    Le cicatrici dipendono dalla tecnica utilizzata. Lo stripping lascia 2-3 cicatrici di alcuni centimetri (inguine, ginocchio o caviglia) + piccole incisioni per le flebectomie. La CHIVA e il laser endovenoso possono lasciare cicatrici di pochi millimetri. La scleroterapia non lascia cicatrici essendo delle iniezioni. Leggi la risposta completa →
  • L’intervento per vene varicose è coperto dal SSN?
  • Le vene varicose possono tornare dopo l’intervento (recidive)?
    Sì, le recidive sono possibili dopo qualsiasi tecnica. Il loro tasso dipende da: tecnica utilizzata, qualità dell'esecuzione, predisposizione genetica del paziente, stile di vita. Le tecniche conservative emodinamiche (CHIVA) hanno il tasso di recidiva più basso a lungo termine (~18% a 5 anni), seguite da laser e radiofrequenza; lo stripping ha i tassi più alti (~35%). Leggi la risposta completa →

Capillari e teleangectasie

  • Cosa sono i capillari sulle gambe (teleangectasie)?
    I "capillari" sulle gambe — il cui nome corretto è teleangectasie — sono piccole vene del diametro inferiore al millimetro, situate nello spessore del derma, di colorito rosso e/o bluastro. Sono molto frequenti, soprattutto nelle donne dopo i 30 anni. Possono essere puramente estetici. Ma comunque sono l’espressione di una malattia venosa cronica che interessa il distretto più superficiale. Leggi la risposta completa →
  • Perché compaiono i capillari sulle gambe?
    I capillari sulle gambe compaiono per la combinazione di predisposizione genetica (parete vasale fragile), fattori ormonali (estrogeni, gravidanze, anticoncezionali), stazione eretta prolungata, aumento ponderale, calore, traumi locali e, in alcuni casi, un reflusso sottostante che alimenta la dilatazione capillare. Leggi la risposta completa →
  • Come si eliminano i capillari delle gambe?
    I trattamenti più efficaci per eliminare i capillari (teleangectasie) delle gambe sono la scleroterapia con aghi sottilissimi (sclerosante diluito iniettato direttamente nei capillari) e il laser dermatologico transcutaneo, in particolare per i capillari più piccoli rossi non incanulabili con l’ago. Spesso le due tecniche vengono integrate. Servono in genere più sedute (3-6) a distanza di settimane. Leggi la risposta completa →
  • Meglio laser o scleroterapia per i capillari?
    Per i capillari delle gambe la scleroterapia è generalmente la prima scelta, perché più efficace, più mirata e con risultati più stabili. Il laser dermatologico transcutaneo funziona bene per i capillari del viso e per i più piccoli refrattari delle gambe. Spesso le due tecniche si combinano in un percorso terapeutico integrato. Leggi la risposta completa →
  • Quante sedute servono per eliminare i capillari?
    In media servono da 3 a 6 sedute di scleroterapia per ottenere un risultato estetico soddisfacente sui capillari delle gambe. Le sedute si distanziano di 4-6 settimane. Casi più estesi possono richiedere 8-10 sedute. Il numero esatto varia in base alla quantità di capillari, alla loro profondità e alla risposta individuale al trattamento. Leggi la risposta completa →
  • I capillari tornano dopo il trattamento?
    I capillari trattati non tornano (vengono distrutti e riassorbiti). Ma su una predisposizione costituzionale possono comparire nuovi capillari in altre zone, nel tempo. Per questo si parla di "mantenimento" e si raccomandano sedute di controllo periodiche, oltre a uno stile di vita appropriato. Anche se il trattamento scleroterapico tende a raffreddare la tendenza evolutiva Leggi la risposta completa →
  • I capillari sulle gambe sono solo estetici o pericolosi?
    I capillari sulle gambe non sono pericolosi in sé: non causano trombosi, embolie o altre complicanze gravi. Tuttavia possono essere spia di una malattia venosa cronica da reflusso che merita valutazione. Per questo prima di trattarli solo esteticamente è opportuno escludere reflussi sottostanti con un ecocolordoppler e con la transilluminazione. Leggi la risposta completa →

Ulcere venose

  • Cos’è un’ulcera venosa?
    L'ulcera venosa è una lesione cronica della pelle della gamba (tipicamente sopra il malleolo interno) che non tende alla guarigione spontanea. E’ causata da una ipertensione venosa cronica persistente. È lo stadio più avanzato (CEAP C6) della malattia venosa cronica. Tipicamente non guarisce senza un'azione terapeutica articolata: cura locale + compressione + correzione dei reflussi. Leggi la risposta completa →
  • Differenza tra ulcera venosa e ulcera arteriosa?
    L'ulcera venosa si forma per ipertensione venosa cronica: sede perimalleolare (sopra la caviglia interna), fondo essudante, bordi irregolari, pelle circostante alterata, dolore moderato che migliora elevando la gamba. L'ulcera arteriosa deriva da insufficienza del flusso arterioso: sede distale (dita, tallone, dorso del piede, 1/3 distale di gamba), fondo secco/necrotico, bordi netti, pelle pallida e fredda, dolore severo che peggiora a gambe alzate. Leggi la risposta completa →
  • Come si cura un’ulcera venosa? Quanto tempo serve?
    La cura dell'ulcera venosa si articola su tre piani: medicazioni locali avanzate (in genere bendaggi multistrato); compressione elastica (calze o bendaggi elasto-compressivi); correzione dei reflussi venosi (con CHIVA, scleroterapia ecoguidata, laser endovenoso etc.). I tempi di guarigione variano da 6-8 settimane (forme semplici) a 6-12 mesi o più nei casi cronici. Leggi la risposta completa →
  • Le ulcere venose guariscono? Tasso di guarigione?
    Sì, le ulcere venose guariscono nella grande maggioranza dei casi: con un approccio multidisciplinare ben condotto il tasso di guarigione supera l'85-90%. I tempi variano da settimane a mesi. La parte più impegnativa è prevenire le recidive, frequenti se non si correggono i meccanismi emodinamici sottostanti. Leggi la risposta completa →
  • Come si medicano le ulcere venose?
    Le ulcere venose si medicano con pulizia regolare del fondo (detersione, debridement), applicazione di medicazioni adatte (vasellina e zucchero, idrocolloidi, idrogel, alginati, schiume, argento etc.) e bendaggio elasto-compressivo o calze terapeutiche. Le medicazioni si rinnovano ogni 3-7 giorni in base al tipo e alla fase della lezione. La medicazione corretta accelera la guarigione. Leggi la risposta completa →
  • A cosa serve il bendaggio elastico nelle ulcere venose?
    Il bendaggio elasto-compressivo è la terapia più importante per le ulcere venose, dopo la cura locale. Comprime in modo graduato la gamba, facilita il drenaggio del sangue verso il cuore, riduce l'edema, migliora la microcircolazione e accelera la guarigione dell'ulcera. Senza compressione, le medicazioni da sole sono insufficienti. Leggi la risposta completa →
  • Si può operare un’ulcera venosa con il CHIVA?
    Sì. Lo studio randomizzato di Zamboni 2003 (EJVES) ha dimostrato che il CHIVA combinato con la compressione porta a una guarigione più rapida e a un tasso di recidiva nettamente inferiore rispetto alla sola compressione. È una delle indicazioni più riconosciute scientificamente del metodo conservativo emodinamico. Leggi la risposta completa →
  • L’ulcera venosa può tornare dopo la guarigione?
    Sì, le recidive sono frequenti se non si correggono i meccanismi emodinamici sottostanti. Senza intervento sui reflussi venosi, le ulcere recidivano nel 30-70% dei casi entro 1-3 anni. Con un intervento mirato (es. CHIVA) il tasso di recidiva scende drasticamente (9% a 3 anni nello studio Zamboni 2003). Leggi la risposta completa →

Calze elastiche

  • Quali calze elastiche servono per le vene varicose?
    Le calze elastiche terapeutiche sono graduate per classi di compressione: classe I (18-21 mmHg) per prevenzione e sintomi lievi; classe II (23-32 mmHg) per varici e gonfiore moderato; classe III (34-46 mmHg) per insufficienza venosa avanzata e ulcere. La scelta della classe e del modello va fatta dallo specialista in base al quadro clinico. Leggi la risposta completa →
  • Cosa significano i denari delle calze elastiche? E i mmHg?
    I denari (den) misurano lo spessore del filato: una calza da 70 den ha filato più sottile di una da 140 den. I mmHg (millimetri di mercurio) misurano la pressione di compressione esercitata sulla gamba: è il dato che conta clinicamente. Solo i mmHg classificano una calza come "terapeutica"; i denari sono un'indicazione tessile. Leggi la risposta completa →
  • Quando indossare le calze elastiche e per quanto tempo?
    Le calze elastiche terapeutiche vanno indossate al mattino, prima di alzarsi dal letto, quando il gonfiore è minimo, e tolte la sera, prima di coricarsi. Per uso continuativo si indossano ogni giorno, escluse le ore notturne. La durata del trattamento varia in base al quadro clinico: alcune settimane (post-intervento) o a vita (per IVC cronica). Leggi la risposta completa →
  • Le calze elastiche curano le vene varicose?

Stile di vita, sport, alimentazione

  • Camminare fa bene alle vene varicose?
    Sì, camminare regolarmente fa bene alle vene varicose perché attiva la pompa muscolare del polpaccio, che spinge il sangue venoso verso il cuore. Bastano 30-45 minuti di camminata sostenuta quotidiana per migliorare significativamente il ritorno venoso. Eccezione: in presenza di grosso reflusso documentato, la camminata in piedi prolungata senza calze può aggravare il quadro. Leggi la risposta completa →
  • Quali sport sono consigliati con le vene varicose?
    Gli sport più indicati sono quelli che attivano la pompa muscolare senza generare una ipertensione venosa da ostacolo del ritorno venoso, tipo la pesistica. Quindi sono consigliati camminata, nuoto, bicicletta, ginnastica dolce, yoga, pilates. Da limitare: sollevamento pesi intensi, sport con salti ripetuti su superfici dure (basket, jogging su asfalto), sport di contatto. Importante usare calze tecniche durante attività prolungate. Leggi la risposta completa →
  • La cyclette fa bene o male alle vene varicose?
    La cyclette fa bene alle vene varicose: attiva la pompa muscolare del polpaccio senza il carico gravitazionale della corsa, è un'attività a basso impatto ben tollerata anche da pazienti con artrosi o sovrappeso. Si raccomandano 30-45 minuti di pedalata a intensità moderata, in posizione corretta sulla bici, senza eccedere con la resistenza. Leggi la risposta completa →
  • Si può fare la pressoterapia con le vene varicose?
    Sì, la pressoterapia (manicotti che esercitano compressione pneumatica intermittente sugli arti inferiori) è una terapia complementare utile per pazienti con vene varicose, insufficienza venosa, edema, in particolare in pazienti che non riescono a indossare le calze elastiche o con linfedema associato. Non sostituisce le terapie specifiche ma può aiutare la gestione dei sintomi. Leggi la risposta completa →
  • Cosa mangiare per migliorare le vene varicose?
    Una dieta che favorisce la salute venosa è ricca di fibre (frutta, verdura, cereali integrali), flavonoidi (agrumi, frutti rossi, tè verde, cioccolato fondente), vitamina C (kiwi, agrumi, peperoni, broccoli) e omega-3 (pesce azzurro, noci, semi di lino), povera di sale, idratante (1,5-2 litri di acqua al giorno) e priva di alcol e cibi ultraprocessati. Leggi la risposta completa →
  • Cibi da evitare con vene varicose o insufficienza venosa?
    Vanno limitati: sale (favorisce ritenzione idrica e gonfiore), alcol (vasodilatatore peggiora i sintomi), cibi ultraprocessati e zuccheri raffinati (infiammazione e aumento di peso), fritture e grassi saturi in eccesso. Importante anche evitare digiuni prolungati e pasti molto abbondanti (rallentano la digestione e peggiorano la stasi venosa). Leggi la risposta completa →
  • Posso prendere il sole con le vene varicose?
    Sì, ma con attenzione. Il sole intenso e il calore prolungato dilatano i vasi venosi peggiorando temporaneamente il gonfiore e i sintomi. Si raccomanda di evitare l'esposizione nelle ore centrali, alternare sole e ombra, fare bagni in mare o piscina (l'acqua fresca contrasta la vasodilatazione), idratarsi adeguatamente, indossare protezione solare anche sulle vene. Leggi la risposta completa →
  • Le vene varicose peggiorano d’estate? Come gestirle col caldo?
    Sì, l'estate è la stagione più impegnativa per chi ha vene varicose: il caldo dilata i vasi, il sudore disidrata, la sedentarietà delle vacanze rallenta la pompa muscolare. Strategie:, calze elastiche a trama adeguata, magari a compressione ridotta, con consigli personalizzati in base al singolo caso. idratazione, immersioni in acqua fresca, attività fisica regolare (nuoto, camminata), gambe sollevate, alimentazione leggera. Leggi la risposta completa →
  • Lunghi voli aerei e vene varicose: come prevenire la trombosi?
    I voli lunghi (oltre 4-6 ore) aumentano il rischio di trombosi venosa profonda (TVP) per immobilità prolungata, posizione seduta con gambe piegate, disidratazione e pressione cabina ridotta. Prevenzione: calze elastiche classe I (eccetto casi particolari) durante il volo, idratazione, movimento (alzarsi ogni 1-2 ore, esercizi del polpaccio), evitare alcol e sonniferi. In pazienti a rischio, valutare profilassi farmacologica con lo specialista. Leggi la risposta completa →

Creme, integratori, rimedi non chirurgici

  • Le creme per vene varicose funzionano davvero?
    Le creme topiche per vene varicose possono dare sollievo sintomatico (sensazione di freschezza, riduzione della pesantezza) grazie all'effetto vasocostrittore di alcuni principi attivi, ma non eliminano le varici e non correggono il reflusso venoso. Sono utili come trattamento di supporto, non come terapia risolutiva. Leggi la risposta completa →
  • Quali integratori sono efficaci per le vene varicose?
    Gli integratori più studiati e con evidenze positive sono i flavonoidi: diosmina, esperidina, rutina, troxerutina, escina (ippocastano), antocianine (mirtillo, vite rossa), centella asiatica. Hanno effetto venotonico e antiedemigeno: riducono i sintomi (gambe pesanti, gonfiore) ma non eliminano le varici. Vanno valutati con lo specialista in base al quadro clinico. Leggi la risposta completa →
  • Esistono rimedi naturali per le vene varicose?
    Esistono rimedi naturali con effetti documentati sui sintomi della malattia venosa (impacchi freschi, decotti di flavonoidi, gambe sollevate, attività fisica, dieta ricca di antiossidanti, idroterapia), ma non possono curare le varici già formate. Sono utili come supporto generale e prevenzione; non sostituiscono la valutazione specialistica nelle forme conclamate. Leggi la risposta completa →

Vene varicose in gravidanza

  • Perché compaiono vene varicose in gravidanza?
    Durante la gravidanza si verifica una combinazione di fattori che favorisce la comparsa di vene varicose: aumento del volume circolante (+40-50%), compressione dell'utero gravidico sulle vene pelviche, azione ormonale (progesterone rilassa la parete venosa), aumento ponderale. Molte varici comparse in gravidanza migliorano dopo il parto, ma non sempre regrediscono completamente. Leggi la risposta completa →
  • Cosa fare per le vene varicose in gravidanza?
    Strategie principali: calze elastiche graduate (classe I o II in base alla situazione), attività fisica regolare (camminata, nuoto), gambe sollevate nei momenti di riposo, controllo del peso secondo le indicazioni ostetriche, idratazione. Interventi chirurgici e scleroterapia sono rimandati al post-partum. In caso di sintomi gravi o flebiti, valutazione flebologica. Leggi la risposta completa →
  • Le vene varicose in gravidanza spariscono dopo il parto?
    Nel 70-80% dei casi le varici comparse in gravidanza si attenuano significativamente nelle settimane-mesi successivi al parto. In alcune donne scompaiono completamente. Tuttavia, in pazienti con forte predisposizione costituzionale o dopo gravidanze multiple, parte delle varici tende a persistere. Una valutazione flebologica a 3-6 mesi dal parto permette di decidere un'eventuale strategia terapeutica. Leggi la risposta completa →
  • È meglio operarsi prima o dopo la gravidanza?

Trombosi e flebite

  • Differenza tra trombosi venosa profonda e superficiale?
    La trombosi venosa superficiale (TVS) o flebite superficiale colpisce le vene sovrafasciali, intendendo la fascia profonda. (in genere vene varicose della safena o dei suoi rami): è dolorosa ma in genere meno pericolosa. La trombosi venosa profonda (TVP) colpisce le vene profonde della gamba (femorale, poplitea, tibiali): è una condizione grave, può causare embolia polmonare ed è un'urgenza medica. Leggi la risposta completa →
  • Cos’è la flebite? Come si riconosce?
    La flebite (flebite superficiale) (più correttamente trombosi venosa superficiale o TVS) è l'infiammazione con trombosi di una vena del sistema superficiale, in genere su una vena varicosa preesistente. Si riconosce da: dolore localizzato lungo una vena, arrossamento cutaneo, calore, indurimento palpabile ("cordone" duro lungo il decorso della vena). Va valutata dal flebologo per escludere estensione al sistema profondo. Leggi la risposta completa →
  • Cosa fare in caso di sospetta trombosi?
    In caso di sospetta trombosi venosa profonda (gonfiore monolaterale acuto del polpaccio o della gamba, con dolore, calore, eventualmente rossore) andare immediatamente al pronto soccorso o consultare con urgenza un medico. È necessario un ecocolordoppler venoso urgente per confermare la diagnosi e iniziare la terapia anticoagulante. Leggi la risposta completa →

Altre patologie venose

  • Cos’è il varicocele pelvico femminile? Come si cura?
    Il varicocele pelvico femminile è una dilatazione delle vene del plesso ovarico con reflusso che può coinvolgere tutti i plessi dei vari visceri delle pelvi essendo tutti connessi e avalvolati.; se sintomatico, provoca dolore pelvico cronico, dolore alla minzione o al rapporto sessuale, Si cura con embolizzazione delle vene ovariche refluenti, eseguita da radiologi interventisti, e in alcuni casi con scleroterapia. Leggi la risposta completa →
  • Cos’è il linfedema e che differenza c’è con l’insufficienza venosa?
    Il linfedema è un gonfiore cronico causato dall'accumulo di liquido interstiziale (nei tessuti) + proteine (Linfa) per insufficienza del sistema linfatico (primaria o secondaria) deputato al suo smaltimento. L'insufficienza venosa è invece causata come primum movens da un accumulo di liquido interstiziale per eccessiva formazione legata ad patologia ostruttiva degli assi venosi profondi o ad un reflusso da incontinenza valvolare della rete superficiale e/o profonda. I due quadri possono coesistere (flebo-linfedema). Il linfedema richiede una gestione specifica caratterizzata da: drenaggio linfatico manuale, bendaggio multistrato, calze, talvolta chirurgia linfatica. Leggi la risposta completa →

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Studio Flebologico
Dott. Massimo Cappelli

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