Cos’è la scleroterapia e come agisce sulle vene varicose? In questo video il Dott. Cappelli spiega il meccanismo d’azione del trattamento scleroterapico, perché deve essere condotto gradualmente e quali errori evitare per ottenere risultati ottimali.
Contenuto del video
Il trattamento scleroterapico consiste nell’iniettare all’interno di una vena una sostanza — liquida o sotto forma di mousse — che innesca una reazione infiammatoria controllata a livello della parete venosa. Questa reazione evolve verso una retrazione fibrosa: nei vasi piccoli porta alla completa eliminazione del vaso, nei vasi più grandi a una riduzione del calibro.
Un “crescendo rossiniano”
Il trattamento scleroterapico deve essere inteso come un processo graduale. L’errore di fondo di molti operatori è considerare la scleroterapia come un bisturi: non lo è.
Quando si chiude un vaso — come avviene anche nelle terapie ablative — si realizza un’insufficienza venosa acuta distrettuale: il sangue che normalmente defluiva attraverso quel vaso deve trovare percorsi alternativi, con conseguente aumento della pressione nei vasi circostanti.
Perché la gradualità è fondamentale
Il vantaggio della scleroterapia rispetto alla chirurgia è la possibilità di modulare i compensi che il sistema adotta per gestire la nuova situazione. Per questo il trattamento deve essere:
- lento e progressivo, non aggressivo;
- condotto con sessioni distanziate nel tempo;
- mirato a lasciare al sistema il tempo di far regredire la reazione infiammatoria e di adattare la circolazione circostante.
Questo approccio graduale permette di ottimizzare non solo il risultato funzionale ma anche, e soprattutto, il risultato estetico.
