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Dott. Massimo Cappelli

Il Dott. Massimo Cappelli, dopo aver conseguito la Laurea con Lode presso l’Università di Firenze in Medicina e Chirurgia nel 1982, si è specializzato in Medicina Interna nel 1987.

Ha poi proseguito la propria specializzazione con numerosi corsi post-laurea in Flebologia, Angiologia e Diagnostica ultrasonografica sia internistica che vascolare e ha frequentato vari studi flebologici europei rinomati a livello mondiale.

Studio Flebologico Dottor Massimo Cappelli Firenze

Curriculum Professionale

Nato a Firenze il 7/1/1957, Massimo Cappelli si è laureato presso l’università di Firenze in Medicina e Chirurgia nel 1982 con la votazione di 110/lode.
Interno per 7 anni nel reparto di medicina interna diretta dal Prof Francesco Di Lollo, dedicandosi soprattutto alla patologia vascolare, si è specializzato in Medicina Interna nel 1987 presso la stessa università.

Ha frequentato numerosi corsi post-laurea in Flebologia, Angiologia e Diagnostica ultrasonografica sia internistica che vascolare. Ha frequentato vari studi flebologici europei quali quelli diretti dal Dott Wallois a Parigi, dal Dott Bernbach a Lugano, dal Dott Van Der Stricht a Bruxelles, dal Dott Wenner a Napoli; nonché il centro di flebologia dell’ospedale Notre Dame des Bon Secours a Parigi.

Dal 1988 al 1994 è stato interno presso la Divisione di Chirurgia Flebologica della Clinique St. Pierre di Dieppe diretta dal Dott. Paul Ouvry.
Nello stesso periodo ha frequentato il centro di ecografia ed esplorazioni vascolari di Parigi diretto dal Dott. Claude Franceschi, dedicandosi allo studio dell’Emodinamica Venosa e contribuendo in seguito allo sviluppo della Chirurgia Conservativa Emodinamica (C.H.I.V.A.).

Dal 1994 è stato docente nei corsi post-laurea in Flebologia presso le Università degli studi di Siena e Perugia.

Dal 1996 al 2009 è stato incaricato dell’insegnamento di “semeiotica strumentale” nella Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale dell’Università degli Studi di Siena.

Nel 2004 ha conseguito il diploma della scuola triennale di Omotossicologia e Discipline integrate.

Nel 2009 ha tenuto un corso teorico-pratico di emodinamica e di strategia CHIVA su invito dell’American College of Phlebology.

Dal 2011 al 2016 è stato incaricato dell’insegnamento di diagnostica ed emodinamica presso il centro di ricerche cliniche dell’Università di Camerino.

Incarichi Societari

Socio della Società Italiana di Flebologia (S.I.F) dal 1986 è stato membro del consiglio direttivo, ricoprendo anche il ruolo di vicepresidente.

Membro della società Francese di Flebologia e del Collegio Francese di Patologia Vascolare.

Socio onorario della Società Argentina di Chirurgia Flebologica e Linfatica.

Membro della SIAPAV (Società Italiana di Patologia Vascolare).

Socio fondatore e membro del consiglio direttivo di NEURALIA, Società Italiana di Terapia Neurale.

Attività Scientifica

Tutti gli interventi CHIVA eseguiti dal 1990 al 2025 (5.397 interventi con 31.019 controlli) sono stati inseriti in un archivio computerizzato progettato e sviluppato per analizzare la metodica, non solo in chiave di risultati, ma anche di modifiche emodinamiche che le varie reti venose operate stanno subendo negli anni.
Non esistono altri archivi nel mondo che forniscono tali informazioni.
L’analisi di questi dati permette di ottimizzare al massimo sia la strategia che la tattica chirurgica CHIVA, e quindi i risultati della metodica. Ne è scaturita una serie di pubblicazioni che hanno fornito e possono ancora fornire informazioni utili ad altri professionisti del settore.

72 pubblicazioni (1991–2025) nelle principali riviste di flebologia internazionale, organizzate nei seguenti ambiti di ricerca:

  • Emodinamica venosa e perforanti — studi fondamentali sul comportamento delle vene perforanti e sui meccanismi del reflusso (pubbl. 1, 4, 5, 6, 10, 11, 12, 16, 17)
  • Conservazione della safena — perché preservare la vena safena migliora i risultati a lungo termine (pubbl. 7, 24, 25, 28, 35, 50, 67)
  • Strategia e risultati CHIVA — analisi dei risultati clinici e confronto con altre tecniche (pubbl. 8, 9, 14, 19, 20, 23, 26, 29, 32, 55, 69)
  • Complesso safeno-femorale — innovativa comprensione della giunzione tra safena e femorale (pubbl. 33, 34, 41, 43, 44, 45, 51, 54)
  • Giunzione safeno-poplitea — primo studio emodinamico sulla piccola safena (pubbl. 49, 52)
  • Recidive e tecnica chirurgica — come prevenire la ricomparsa delle varici (pubbl. 27, 36, 61, 70, 71, 72)
  • Scleroterapia e terapie associate — integrazione della scleroterapia nella strategia CHIVA (pubbl. 2, 3, 59, 68)
  • Consensus e linee guida internazionali — contributi ai documenti di riferimento mondiale (pubbl. 47, 48, 53, 56, 57)

Pubblicazioni

1. Considerazioni sul ruolo fisiopatologico delle perforanti nella varicosi essenziale, quale presupposto alla concezione terapeutica dell’intervento C.H.I.V.A.
Cappelli M., Turchi A., Ermini S.
Ospedali d’Italia – Chirurgia nov-dic 1991 vol. XLIV n°6 pp 425-438

2. La sclerose échoguidée
Cappelli M., Ermini S., Turchi A., Bono G.
Abstracts XI° Congrès mondial de l’Union internationale de phlébologie Montreal 1992 Ed. P.R. Martinbeau , R. Prescott, M. Zummo. Montreal (1996 )
[PDF]

3. Les reflux d’origine pelvienne
Cappelli M., Ermini S., Turchi A., Bono G. Abstracts XI° Congrès mondial de l’Union internationale de phlébologie Atti 11° Congresso Mond. Union Internationale Phlebologie Montreal 1992, vol.1. pag. 489 , Ed. P.R. Martinbeau ,R.
Prescott, M. Zummo. Montreal (1996)
[PDF]

Talvolta le varici agli arti inferiori originano dalla pelvi. Comprendere questa connessione è essenziale per scegliere il trattamento corretto.
Rilevanza dello studio: Lo studio ha evidenziato come l’emodinamica del tronco safenico possa essere influenzata dalla presenza di punti di fuga pelvici tramite collaterali refluenti. Pertanto risulta fondamentale uno studio cartografico accurato della regione inguinale e delle aree di reflusso per pianificare il trattamento adeguato.

4. Considérations hémodynamiques sur les perforantes”
Cappelli M., Ermini S., Turchi A., Bono G.
Phlébologie 1994, 47, 4: 389-393
[PDF]

Le vene perforanti collegano il sistema venoso superficiale a quello profondo della gamba. Questo studio ha rivelato che la loro posizione lungo la vena malata ne cambia radicalmente il comportamento — una scoperta determinante per la precisione del trattamento CHIVA.
Rilevanza dello studio: È il primo articolo pubblicato in cui si evidenzia come l’emodinamica di una perforante refluente cambi in base alla sua posizione lungo una rete venosa incontinente. Sono stati pertanto introdotti i concetti di perforante pre-terminale e di perforante terminale. Questo ha portando ad una migliore comprensione dell’emodinamica dei punti di fuga nelle reti venose refluenti; ha inoltre contribuito ad una migliore indicazione della “terminalizzazione” di perforanti safeniche, soprattutto in presenza di turbe trofiche. Tale procedura rappresenta infatti uno dei punti chiave della strategia CHIVA.

5. I flussi retrogradi”
Cappelli M., Ermini S., Turchi A., Bono G.
Atti 11° congresso Naz. Soc. Italiana di Flebologia Clinica e Sperimentale
Ed. E Capaldi e A.M. Raso Torino Ottobre 1994 . Pag. 191

6. Considerazioni emodinamiche sulle perforanti”
Cappelli M., Ermini S., Turchi A., Bono G.
Atti 11° congresso Naz. Soc. Italiana di Flebologia Clinica e Sperimentale Ed. E Capaldi e A.M. Raso Torino Ottobre 1994 . Pag. 245

7. Perché conservare le safene
Cappelli M., Ermini S., Turchi A., Bono G.
Atti XI° congresso nazionale della Società Italiana di Flebologia Clinica e Sperimentale. Torino 1994
[PDF] [PDF integrale]

Perché la cura CHIVA punta a conservare la vena safena anziché rimuoverla? Questo gruppo di studi spiega le ragioni cliniche ed emodinamiche di questa scelta.
Rilevanza dello studio: La conservazione di un tronco safenico, anche se refluente, ha rappresentato la motivazione per cui è stata concepita la cura CHIVA, proprio per il suo possibile utilizzo come pontaggio in corso di patologie arteriose, specialmente a livello infrainguinale.
Successivamente, con l’analisi dei dati dell’archivio, è stato dimostrato che la conservazione di un tronco safenico con particolari caratteristiche emodinamiche, tende maggiormente a stabilizzare nel tempo il quadro della malattia venosa cronica da reflusso associata o meno ad insufficienza venosa.

8. La Cura CHIVA nel trattamento della malattia varicosa: analisi critica dei risultati a 3 anni
Cappelli M., R. Molino Lova, S. Ermini, A. Turchi, G. Bono., Franceschi C.
Atti 12° Congresso Nazionale Soc It. di Flebologia Clin. e Sperimentale.Ed. C. Allegra , F. Benedetti-Valentini. Roma 1995 Pg.4.
[PDF]

9. Analisi critica dei risultati C.H.I.V.A. a tre anni
Cappelli, M., Genovese, G.
Atti del X Congresso Nazionale della Società Italiana di Flebologia. Numana (AN), Settembre 1995.
[PDF]

10. Réflexions sur quelques aspects généraux d’hydrodynamique et d’hydrostatique
Cappelli M., S. Ermini, A. Turchi, G. Bono, R. Molino Lova
Phlébologie 1995, 48, 3: 367-370.
[PDF]

11. Considérations hémodynamiques sur la vidange saphénienne
Cappelli M., S. Ermini, A. Turchi, G. Bono, R. Molino Lova
Phlébologie 1995, 48, 4: 491-498.

12. I nuovi concetti nell’emodinamica del ritorno venoso dell’arto inferiore nella varicosi
Cappelli M., A. Turchi, R. Molino Lova, S. Ermini, G. Bono.
Ospedali d’Italia – Chirurgia. 1995, 47: 13-36.

13. Private circulations: an haemodynamic approach to varicose veins
Cappelli M., R. Molino Lova, S. Ermini, A. Turchi, G. Bono.
Union Internationale de Phlébologie, 12th World Congress, Springer Phlebology 1995 Vol 1,225, Ed. D. Negus. G. Juntet and P.C. Smith. London 1995.

14. CHIVA cure vs stripping in the treatment of varicose veins: three-years follow-up
Cappelli M., R. Molino Lova, S. Ermini, A. Turchi, G. Bono.
Union Internationale de Phlébologie, 12th World Congress, Springer Phlebology 1995 Vol 1,484, Ed. D. Negus. G. Juntet and P.C. Smith. London 1995.

15. Haemodynamics of incompetent perforator veins in primary varicose veins
Cappelli M., R. Molino Lova, S. Ermini, A. Turchi, G. Bono.
Union Internationale de Phlébologie, 12th World Congress, Springer Phlebology 1995 Vol 1,225, Ed. D. Negus. G. Juntet and P.C. Smith. London 1995.

16. Réflexions sur quelques aspects généraux d’hydrodynamique e d’ hydrostatique (1° partie)
Cappelli M., Turchi A., Ermini S., Bono G., Molino Lova R.
Phlébologie 1995, 48, 3: 367-370.

17. Réflexions sur quelques aspects généraux d’hydrodynamique e d’ hydrostatique (2° partie)
Cappelli M., Turchi A., Ermini S., Bono G., Molino Lova R.
Phlébologie 1995, 48, 4: 491-498.

18. Algorhythm for the diagnosis of sapheno-femoral junction incompetence
Cappelli M., R. Molino Lova, S. Ermini, A. Turchi, G. Bono.
Union Internationale de Phlébologie, 12th World Congress, Springer Phlebology 1995 Vol 1, 296, Ed. D. Negus. G. Juntet and P.C. Smith. London 1995.

19. Comparaison entre Cure C.H.I.V.A. et Stripping dans le Traitement des Veines Variqueuses des membres inférieurs: Suivi de 3 ans
Cappelli M., R. Molino Lova, S. Ermini, A. Turchi, G. Bono, Cl. Franceschi.
J. Mal. Vasc. 1996, 21, 1: 40-46
[PubMed]

20. CHIVA Cure versus Stripping in the Treatment of Varicose Veins: Three-years Follow-up”
Cappelli M., R. Molino Lova, S. Ermini.
Phlebology Digest, 35, 1996

21. Fondamentali di Emodinamica ed Ultrasonografia venosa
Cappelli M., R. Molino Lova, S. Ermini.
La Chirurgia Conservativa del Sistema Venoso Superficiale, Paolo Zamboni Ed.Faenza 1996, Cap. 3

22. La Correzione emodinamica della sindrome varicosa
Cappelli M., R. Molino Lova, S. Ermini.
La Chirurgia Conservativa del Sistema Venoso Superficiale, Paolo Zamboni Ed. C.E.L.I Faenza 1996 Cap. 5

23. Stripping – CHIVA: Risultati: storici ed attuali. Basi emodinamiche e dati clinici.
Cappelli M.
Consensus Dissensus Chiva versus Stripping. Roma, 27-28 gennaio 1997.

24. Perché conservare l’asse safenico nella chirurgia ambulatoriale delle varici?
Ballo M., Cappelli M., Nasso C., Spinelli F., Ballo E.,
Flebologia Vol VIII, 4 – 1997 (pag 203 – 206)

25. Does a saphenous varicose vein exist?
P. Zamboni, M. Cappelli, MG Marcellino, AP Murgia, L.Pisano, P.Fabi: Phlebology 1997, 12: 74-77. DOI: 10.1177/026835559701200207
[Full Text]

26. Criteri di scelta della Strategia CHIVA
Cappelli M., R. Molino Lova, S. Ermini, G. Bisacci, G. Genovese.
Arch. Soc. Ital. Chirurgia 4, 118, 1998

27. Fisiopatologia e trattamento delle recidive post-stripping
Ermini S., Cappelli M., R. Molino Lova, G. Bisacci, G. Genovese.
Arch. Soc. Ital. Chirurgia 4, 152, 1998

28. Saphenous vein sparing surgery: indications,techniques and results
P. Zamboni, M.G. Marcellino, L.Pisano, M. Cappelli, V. Bresadola, G. Vasquez, A. Liboni:
J Cardiovasc Surg 1998, 39: 151-162.
[PubMed]

29. I risultati della cura CHIVA.
Cappelli M. et Al.
Osp Ital Chir 1998; 4: 615-8.

30. Correzione emodinamica o Cura CHIVA
Cappelli M., R. Molino Lova, S. Ermini.
in Trattato di Flebolinfologia, Sergio Mancini Ed.U.T.E.T Torino 1999 Cap. 38

31. POSTERS-Conservative surgery of the saphenous trunks
Cappelli M.
Journal des Maladies Vasculaires, 1999

32. Ambulatory Conservative Hemodynamic Management of Varicose Veins: Critical Analysis of Results at 3 Years.
Cappelli, M., Molino Lova, R., Ermini, S., Turchi, A., Bono, G., Bahnini, A., Franceschi C.,
Ann Vasc Surg 2000;14:376-384. DOI: 10.1007/s100169910064
[PubMed] [Full Text]

Nella cura conservativa delle varici, eliminare il reflusso non basta: bisogna anche garantire alla vena un sistema di drenaggio adeguato. Questo studio ha ridefinito i criteri con cui viene pianificata la strategia chirurgica CHIVA.
Rilevanza dello studio: Questa pubblicazione ha rappresentato la svolta nella comprensione e quindi nella scelta della strategia CHIVA, chiamata nell’articolo con l’acronimo ACHM (Ambulatory Conservative Hemodynamic Management), per le seguenti motivazioni:

  1. Ha evidenziato che il punto chiave della maggiore stabilità evolutiva dei sistemi operati, era la realizzazione di un drenaggio safenico in una perforante a portata adeguata, cioè con una velocità di flusso doppler rilevabile.
  2. Siamo quindi passati, nell’ambito delle terapie conservative, dal paradigma del solo trattamento dei punti di fuga, a quello che prevede anche, e soprattutto, la realizzazione di un sistema safenico drenante.
  3. I risultati della terapia CHIVA erano indipendenti dal calibro safenico e dall’entità del quadro varicoso. Per cui l’affermazione comune, che la terapia CHIVA non è applicabile ai pazienti con grosse varici o con safene dilatate, non corrisponde alla realtà.
  4. Ha differenziato il concetto di vaso incontinente da quello di vaso refluente. Infatti un’incontinenza valvolare non condiziona un reflusso in assenza di rientro.
  5. Ha evidenziato, in condizioni emodinamiche ben definite, l’importanza della strategia CHIVA eseguita in due tempi chirurgici, in modo tale da ottimizzare il drenaggio safenico.
  6. Le trombosi safeniche rilevate globalmente erano il 25% e il 10% nei sistemi drenanti, trattandosi comunque di trombosi parziali e perfettamente ricanalizzate in media a 5 mesi. Le trombosi in oggetto erano inoltre su base emodinamica e non primitivamente legate ad alterazioni parietali. Pertanto tali safene erano potenzialmente utilizzabili per pontaggi arteriosi.

33. Incompetente of the terminal valve of the sapheno-femoral junction and incompetente of the saphenous vein trunk: is it the same disease ?
Cappelli M.; Molino Lova R.; Ermini S.
International Angiology vol 20. June 2001 Suppl. 1 to issue N° 2 pag 98

34. Hemodynamic analysis of the incompetente of the sapheno-femoral junction.
Ermini S.; Cappelli M.; Molino Lova R.; De Siena L.
International Angiology vol 20. June 2001 Suppl. 1 to issue N° 2 pag 122.

35. Hemodynamic and non hemodynamic sparing surgery of the long saphenous vein.
Cappelli M.; Molino Lova R.; Ermini S.
International Angiology vol 20. June 2001 Suppl. 1 to issue N° 2 pag 138.

36. Residual long saphenous vein segments and post-stripping recurrences.
Ermini S.; Cappelli M.; Molino Lova R.; De Siena L.
International Angiology vol 20. June 2001 Suppl. 1 to issue N° 2 pag 301.

37. Perforator veins with reflux before and after the cure CHIVA (ACHM).
Cappelli M.; Molino Lova R.; Ermini S.
International Angiology vol 20. June 2001 Suppl. 1 to issue N° 2 pag 313.

38. Macroscopic anatomy of the superficial veins of the lower limb: a systematic review based upon echography
Molino Lova R, Cappelli M, Macchi C, Miniati B, Catini C, Gulisano M, Contini M, Conti AA, Gensini GF.
Ital J Anat Embryol. 2001 Jul-Sep;106(3):215-20.
[PubMed]

39. Nouvelle approche de la physiopathologie de l’insuffisance veineuse superficielle: conséquences thérapeutiques
Cappelli M.; Molino Lova R.; Ermini S. Franceschi C.
Phlébologie 2002, 55, N° 1, 27 – 31

40. Chirurgia Conservativa Emodinamica
Cappelli M.; Molino Lova R.; Ermini S.
Chirurgia delle Vene e dei Linfatici a cura del Prof Giuseppe Genovese Edizioni MASSON 2003

41. Hemodynamics of the saphenous-femoral junction. Patterns of reflux and their clinical implications”
M. Cappelli, R. Molino Lova, S. Ermini, P. Zamboni
International Angiology vol 23 March 2004 N°1 pag. 25–28
Cappelli M. Molino Lova R. Ermini S. Giannelli F. Zamboni P. International Angiology 2005 vol 24 suppl. I to issue N. 3 pag 135
[PubMed]

42. Définition de la veine saphène accessorie antérieure et de son role dans la malarie variqueuse
S. Ricci, M. Georgiev, M. Cappelli
Phlébologie 2004, 57, N° 2, 135 – 140

43. Natural evolution of “Dissociated” Sapheno-Femoral Junctions
Cappelli M. Molino Lova R. Ermini S. Giannelli F. Zamboni P.
EVF 2005 Creta
Cappelli M. Molino Lova R. Ermini S. Giannelli F. Zamboni P. International Angiology 2005 vol 24 suppl. I to issue N. 3 pag 133

44. Relationship between the caliber of the great saphenous vein and the competence, or absance/incompentence of the femoral valve in subjects with incompetence of the saphenous-femoral junction
Cappelli M. Molino Lova R. Ermini S. Zamboni P.
International Angiology 2005 vol 24 suppl. I to issue N. 3 pag 137)

45. Hemodynamics of the sapheno-femoral complex an operational diagnosis of femoral valve function 
Cappelli M, Molino Lova R, Ermini S, Giangrandi I, Giannelli F, Zamboni P.
International Angiology vol 25 Dec. 2006 N°4 pag. 356-360
[PubMed]

La giunzione safeno-femorale è il punto dove la vena safena si immette nella vena femorale, all’inguine. Questi studi hanno permesso di capire quando è davvero necessario intervenire chirurgicamente su questa giunzione — e quando invece è meglio conservarla.
Rilevanza dello studio: Questa serie di articoli sulla giunzione safeno-femorale, ha introdotto per la prima volta il concetto di “Complesso safeno-femorale” con le sue componenti che condizionano l’emodinamica diastolica di un tronco safenico refluente, nonché il suo calibro.
La combinazione di tali informazioni con i dati riguardanti l’eventuale presenza di un flusso anterogrado in sistole, ha permesso di valutare l’opportunità o meno di una deconnessione chirurgica dell’ostio della giunzione safeno-femorale, anche se refluente, ottimizzando così la strategia CHIVA nel reflusso giunzionale.

46. The pathophysiological role of extra-saphenic perforators veins
Cappelli M, Molino Lova R, Giangrandi I, Pinelli M.
International Angiology vol 28 Aug. 2009 Suppl. 1 to issue N°4 pag. 49

47. UIP 2011 C3 consensus
Cornu Thenard A, Scuderi A, Ramelet AA, Eklof B, Flour M, Delis K, Padlberg F, Junger M, Malouf GM; Partsch H, Parsi K, Campisi C, Boccardo F, Lee BB, Jawien A, Uhl JF, Benigni JP, Ramelet AA, Cavezzi A, Cappelli M, Bihari I, Boivin P, Carpentier P, Antignani PL, Shepherd A, Davies A, De Maeseneer M, Eklof B, Meissner M, Flour M, Cornu-Thenard A, Rabe E, Guez JJ, Andrade M, Delis K.
International Angiology. 2012 Oct;31(5):414-9.
[PubMed]

48. Additional information and comments to the article review citing CHIVA
Franceschi C, Zamboni P, Pares O, Juan J, Bahnini A, Mendoza E, Cuaranta R, Passariello F, Cappelli M, Ermini S, Delfrate R.
Phlebology. 2012;27(6):327. DOI: 10.1258/phleb.2012.012076
[PubMed] [Full Text]

49. Hemodynamic patterns of reflux in primary sapheno-popliteal junction incompetence
Cappelli M., Giangrandi I., Giannelli F., Molino Lova R.
Veins and Lymphatics 2012; 1:e7
[Full Text] [PDF] Pag 27 – 30

La giunzione safeno-poplitea si trova nella regione posteriore del ginocchio, dove la vena piccola safena si immette nella vena poplitea. Alcune vene che appaiono malate all’esame svolgono in realtà una funzione di compenso essenziale e non vanno rimosse.
Rilevanza dello studio: Questo è il primo articolo che ha studiato l’emodinamica del complesso giunzionale safeno-popliteo analizzando le componenti refluenti e le varie interrelazioni tra di loro. Vengono evidenziati gli shunt vicari superficiali correlati ad una patologia ostruttiva dinamica a livello profondo, assolutamente da risparmiare in quanto vie derivative. Viene evidenziato pertanto, la necessità dell’utilizzo di test dinamici e non di quelli statici, comunemente usati, per lo studio dei passaggi di compartimento da N1 a N2.

50. Do we need to spare the Saphenous Vein? Yes
Cappelli M.
International Angiology vol 32 Oct. 2013 Suppl. 1 to issue N°5 pag. 30

51. Explenation of the SFJ reflux patterns
Cappelli M.
International Angiology vol 32 Oct. 2013 Suppl. 1 to issue N°5 pag. 34

52. Hemodynamic patterns of the SPJ incompetence
Cappelli M.
International Angiology vol 32 Oct. 2013 Suppl. 1 to issue N°5 pag. 46

53. Controversy of the day: Both Theoretical Concerns and Clinical Evidence Support a Hemodynamic Approach to Superficial Venous Reflux
Cappelli M.
International Angiology vol 32 Oct. 2013 Suppl. 1 to issue N°5 pag. 63

54. Hemodynamics of the saphenous-femoral junction: patterns of reflux and related clinical implications
Cappelli M., Molino Lova R.
In: Becquemin J.P. (ed) Controversies and updates in vascular surgery 2013 p 338-40

55. CHIVA: Hemodynamic concept, strategy and results.
Franceschi C, Cappelli M, Ermini S, Gianesini S, Mendoza E, Passariello F, Zamboni P.
Int Angiol. 2016 Feb;35(1):8-30. Epub 2015 Jun 5.
[PubMed] [PDF]

56. Venous hemodynamic changes in lower limb venous disease: the UIP consensus according to scientific evidence
Lee BB, Nicolaides AN, Myers K, Meissner M, Kalodiki E, Allegra C, Antignani PL, Bækgaard N, Beach K, Belcaro G, Black S, Blomgren L, Bouskela E, Cappelli M, Caprini J, Carpentier P, Cavezzi A, Chastanet S, Christenson JT, Christopoulos D, Clarke H, Davies A, Demaeseneer M, Eklöf B, Ermini S, Fernández F, Franceschi C, Gasparis A, Geroulakos G, Sergio G, Giannoukas A, Gloviczki P, Huang Y, Ibegbuna V, Kakkos SK, Kistner R, Kölbel T, Kurstjens RL, Labropoulos N, Laredo J, Lattimer CR, Lugli M, Lurie F, Maleti O, Markovic J, Mendoza E, Monedero JL, Moneta G, Moore H, Morrison N, Mosti G, Nelzén O, Obermayer A, Ogawa T, Parsi K, Partsch H, Passariello F, Perrin ML, Pittaluga P, Raju S, Ricci S, Rosales A, Scuderi A, Slagsvold CE, Thurin A, Urbanek T, M VAN Rij A, Vasquez M, Wittens CH, Zamboni P, Zimmet S, Ezpeleta SZ.
Int. Angiol. 2016 Jun;35(3):236-352.

Un documento di consenso raccoglie le conclusioni condivise dai massimi esperti mondiali su una patologia. La partecipazione del Dott. Cappelli conferma il riconoscimento internazionale della sua competenza.
Rilevanza dello studio: Primo documento di consenso internazionale tra i massimi esperti mondiali sulla malattia venosa cronica. Ha definito le basi scientifiche condivise per la diagnosi e il trattamento dell’insufficienza venosa degli arti inferiori.

57. Editor’s Choice – Management of Chronic Venous Disease: Clinical Practice Guidelines of the European Society for Vascular Surgery (ESVS)
Bahnini A, Cappelli M, Ermini S, Escribano JM, Franceschi C, Juan J, Mendoza E, Pares O, Passariello F, Zamboni P.
Eur J Vasc Endovasc Surg. 2016 Aug;52(2):268-9. DOI: 10.1016/j.ejvs.2016.04.025
[PubMed] [Full Text]

58. The Vasculab Manoeuvre: Simulating walking in venous investigations
F. Passariello, M. Cappelli, S. Ermini
Reviews in Vascular Medicine 2016. DOI: 10.1016/j.rvm.2016.08.002
[Full Text]

59. Sclerotherapy tecnique in CHIVA strategy
E. Mendoza, M. Cappelli
Phlebologie 2017; 46(2):66-74. DOI: 10.12687/phleb2355-2-2017
[Full Text]

60. Experimental validation of the Paraná manoeuvre compared to the squeezing test
S Ermini, F Passariello, M Cappelli, C Franceschi
JTAVR 2017. DOI: 10.24019/jtavr.42
[Full Text] [PDF]

61. Ligation of the saphenofemoral junction tributaries as risk factor for groin recurrence.
Cappelli M, Molino-Lova R, Giangrandi I, Ermini S, Gianesini S.
J Vasc Surg Venous Lymphat Disord. 2017 Dec 28. pii: S2213-333X(17)30436-5. DOI: 10.1016/j.jvsv.2017.09.005
[PubMed] [Full Text]

Nella chirurgia delle varici esistono due approcci alla giunzione inguinale: la crossotomia (conservativa, preserva le vene collaterali) e la crossectomia (radicale, le rimuove). Quale dei due produce meno recidive?
Rilevanza dello studio: Questo articolo è l’unico che mette a confronto il quadro evolutivo inguinale dopo una crossotomia (deconnessione dell’ostio della giunzione safeno-femorale, conservando le collaterali di cross drenanti in safena) rispetto alla classica crossectomia (deconnessione dell’ostio della giunzione safeno-femorale con legatura delle collaterali di cross e asportazione dell’arco safenico). I risultati dello studio dimostrano una maggior evoluzione, quindi una maggiore formazione di recidive a livello inguinale, dopo la crossectomia, evidenziando quindi l’importanza della conservazione delle collaterali di cross, in quanto vie del deflusso di parte della parete addominale.

62. Systematic review and meta-analysis of the anatomic variants of the saphenofemoral junction.
Cirocchi R, Henry BM, Rambotti M, Tomaszewski KA, Cappelli M, Vettorello G, Pistilli A, D’Andrea V, Amato B, Randolph J.
J Vasc Surg Venous Lymphat Disord. 2018 Nov 14. pii: S2213-333X(18)30256-7. DOI: 10.1016/j.jvsv.2018.06.006
[PubMed] [Full Text]

63. Commentary on the article “A prospective study of a vein sparing technique for the management of varicose vein disease”
FRANCESCHI C, Bahnini A, Cappelli M, Cuaranta RL, Dadon M, Delfrate R, Ermini S, Gianesini S, Mendoza E, Passariello F, Puskas A. by M Zmudzinski et al. Am J Surg. 2018 Nov;216(5):1035.
[PubMed]

64. CHIVA: Surgical Tips and Tricks
Gianesini S., Del Frate R. Cappelli M. Mendoza E.
In book: Saphenous Vein-Sparing Strategies in Chronic Venous Disease, May 2018. DOI: 10.1007/978-3-319-70638-2_7
[Full Text]

65. Fondamentali di Emodinamica ed Ultrasonografia venosa
Collaborazione al libro: La Chirurgia Conservativa del Sistema Venoso Superficiale, Paolo Zamboni (2° Edizione) Ed. ARACNE 2019

66. Transmural pressure for conceptualisation of chronic venous insufficiency management
Claude Franceschi, Massimo Cappelli, Mauro Pinelli, Paolo Zamboni Phlebology 2020. DOI: 10.1177/0268355520974865
[PubMed] [Full Text]

67. Are saphenous sparing treatmentes benficial to the hemodynamics of the venous system ?
M Cappelli, R Molino Lova, M Pinelli, C Franceschi
JTAVR 2023;08(1):33-37. DOI: 10.24019/jtavr.149
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68. Capitolo 9: Bibliografia della CHIVA; Capitolo 10: Scleroterapia e CHIVA
Massimo Cappelli, in: Insufficienza venosa pelvica e degli arti inferiori: Razionale emodinamico della fisiopatologia, la diagnosi e il trattamento, Claude Franceschi, 2022. Free online.

La scleroterapia è una tecnica che chiude le vene malate tramite l’iniezione di una sostanza sclerosante, senza chirurgia. Come si integra nella strategia CHIVA senza danneggiare la vena safena?
Rilevanza dello studio: L’esperienza accumulata in 40 anni di attività flebologica ha permesso di utilizzare, in casi ben selezionati, la scleroterapia sia come parte della tattica CHIVA, che come gestione dell’evoluzione nel tempo delle reti trattate. Sono state messe a punto tecniche personali per non coinvolgere il tronco safenico nell’azione di sclerosi, pur arrivando a raso di esso; il tutto per evitare monconi e quindi eventuali recidive post-scleroterapia.

69. The troubled course of the CHIVA Cure through clinical studies: a critical review.
M Cappelli, R Molino Lova, M Pinelli, C Franceschi
Veins and Lymphatics 2023; 12(1). DOI: 10.4081/vl.2023.11886
[Full Text] [PDF]

70. Factors affecting the evolution of type III shunts of the greater saphenous vein after the first step of the CHIVA 2 strategy
M. Cappelli, R. Molino Lova, M. Pinelli, C. Franceschi.
Veins and Lymphatics 2024;13:13043. DOI: 10.4081/vl.2024.13043
[Full Text] [PDF]

Nella vena safena il sangue può scorrere nella direzione corretta (flusso anterogrado) o invertita (reflusso). Questo studio dimostra che la presenza di flusso anterogrado riduce la tendenza delle varici a riformarsi, rendendo possibile un intervento meno invasivo.
Rilevanza dello studio: Questo articolo ha evidenziato per la prima volta l’importanza del flusso anterogrado sistolico del tronco safenico nel ridurre la tendenza evolutiva delle reti operate; pertanto, la valutazione degli eventi emodinamici sisto-diastolici nel loro complesso, devono far parte dello studio cartografico safenico e delle reti varicose.
La pianificazione chirurgica della strategia CHIVA, alla luce di quanto evidenziato nell’articolo, ha permesso un approccio meno invasivo, risparmiando la giunzione safeno femorale anche se refluente.

71. Groin recurrences after surgical and endovascular treatments of varicose veins in the territory of the greater saphenous vein: a coherent hypothesis to explain their occurrence.
M. Cappelli, R. Molino Lova, M. Pinelli, C.Franceschi.
Veins and Lymphatics 2025;14:13415. DOI: 10.4081/vl.2025.13415
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Perché le varici si riformano dopo un intervento? I vasa venarum — i piccoli vasi che nutrono le pareti delle vene — giocano un ruolo finora sottovalutato.
Rilevanza dello studio: Nell’articolo viene presentata una teoria originale e coerente per spiegare le recidive post-chirurgiche dopo deconnessione dell’ostio della giunzione safeno-femorale, chiamando in causa i vasa venarum e le loro correlazioni anatomiche con i piani valvolari, in particolare quello della valvola ostiale. La teoria è corroborata da dati ricavati, come sempre, dal nostro archivio CHIVA, portando a modifiche sostanziali della tecnica chirurgica della deconnessione ostiale riducendone drasticamente le recidive.

72. Crossotomy, crossectomy and peripheral recurrences after conservative procedures for varicose veins.
M. Cappelli, R. Molino Lova, M. Pinelli, C. Franceschi.
Veins and Lymphatics 2025;14. DOI: 10.4081/vl.2025.14199
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Il tipo di intervento chirurgico all’inguine, scelto per il trattamento del quadro varicoso, può influenzare la comparsa di nuove varici?
Rilevanza dello studio: Questo articolo ha evidenziato per la prima volta come il tipo di deconnessione chirurgica dell’ostio safeno-femorale, possa condizionare la maggiore o minore formazione di recidive periferiche originanti dal tronco safenico; dimostrando così come l’evolutività di una rete varicosa, non sia solo spontanea, ma anche condizionata dal tipo di terapia effettuata.


Testimonianza del Fondatore del Metodo CHIVA
Claude Franceschi

Il Dott. Claude Franceschi, chirurgo vascolare francese, ha ideato il Metodo CHIVA nel 1988 ed è universalmente riconosciuto come il padre dell’emodinamica venosa moderna. Questa è la sua testimonianza sull’attività del Dott. Cappelli.

“Massimo Cappelli est un des principaux pionniers de la recherche et des progrès de la connaissance de la physiopathologie veineuse hémodynamique et de ses applications dont la cure CHIVA, par ses travaux menés depuis 1988, date du premier congrès CHIVA. Son activité de recherche et d’application en Italie ont étendu sa notoriété à l’international. Par ses recherches théoriques et pratiques et un follow-up de milliers de cas depuis plusieurs décennies, il a contribué à mieux comprendre la physiopathologie de l’insuffisance et améliorer la fiabilité des procédures thérapeutiques et réduire le taux de récidives. La publication de ses études et son enseignement ont contribué de façon décisive aux progrès du diagnostic, notamment échographique, et au traitement de la maladie variqueuse tant en Italie qu’à l’international.”

Traduzione: “Massimo Cappelli è uno dei principali pionieri della ricerca e dei progressi nella conoscenza della fisiopatologia venosa emodinamica e delle sue applicazioni, tra cui la cura CHIVA, grazie ai suoi lavori condotti dal 1988, data del primo congresso CHIVA. La sua attività di ricerca e applicazione in Italia hanno esteso la sua notorietà a livello internazionale. Attraverso le sue ricerche teoriche e pratiche e un follow-up di migliaia di casi da diversi decenni, ha contribuito a comprendere meglio la fisiopatologia dell’insufficienza venosa, a migliorare l’affidabilità delle procedure terapeutiche e a ridurre il tasso di recidive. La pubblicazione dei suoi studi e il suo insegnamento hanno contribuito in modo decisivo ai progressi della diagnosi, in particolare ecografica, e al trattamento della malattia varicosa sia in Italia che a livello internazionale.”

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Studio Flebologico
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